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Bocciato dalla maggioranza l'ordine del giorno che chiedeva di non penalizzare i Montecchiani
La maggioranza boccia senza neanche discutere i contenuti l'ordine del giorno della minoranza di centrodestra che chiedeva:
Di rivedere in senso più restrittivo i meccanismi di abitabilità nei riguardi dei cittadini extracomunitari che chiedono la residenza, adottati nel nostro comune.
Di verificare con strumenti adeguati il flusso delle domiciliazioni e i trasferimenti nell'ambito dello stesso comune evitando che la permanenza di persone non residenti divenga di fatto stabile.
Di riservare dei fondi pubblici all'aiuto dei residenti del comune da più di quindici anni in evidente difficoltà economica.
Di riservare ai residenti del comune da più di quindici anni, punteggi più alti nei concorsi pubblici indetti da questa Amministrazione
Di modificare la delibera di assegnazione delle case o degli alloggi pubblici, riservando ai residenti del comune da più di quindici anni i punteggi più alti
Ancora una volta a chiacchiere il Sindaco Scalabrin dice di non favorire gli immigrati e poi con i fatti penalizza i Montecchiani
Se la legge è uguale
"Clandestino non è uguale delinquente" è ormai diventato lo slogan degli organizzatori della festa delle associazioni svoltasi a Montecchio Maggiore dal 6 all'8 giugno. A fatica ho cercato di non replicare a quella forma propagandistica che l'amministrazione comunale ed i suoi collaboratori hanno dato alla manifestazione. Anche se in fase organizzativa si cercava una condivisione da parte delle associazioni, il tema non è mai stato messo in discussione visto il nobile ed alto valore morale trattato. Chi ne avrebbe avuto il coraggio? Particolare clamore, anche a mezzo stampa, hanno fatto le dichiarazioni del procuratore capo di Verona Guido Papalia, circa i numeri degli irregolari presenti sul territorio, durante il convegno di venerdì 6 sul tema: " legalità e solidarietà". Lunedì 23 giugno, il Vicesindaco di Montecchio Agostino Pilati riprendeva con enfasi, in una lettera al Giornale di Vicenza, il concetto: "clandestino non è uguale a delinquente" . A supportare la sua tesi, per altro in parte condivisibile, richiama l'articolo terzo della nostra Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali
.." Non serve leggerlo tutto per capire che siamo di fronte ad un grave errore di partenza, e per comprenderlo basta soffermarsi sul significato della parola cittadino. Tutti i dizionari concordano nel dire che cittadino è colui che è originario, abitante e/o residente in uno stato e del quale possiede la cittadinanza avendone i conseguenti diritti e i doveri. E' chiaro che al "clandestino" manca l'importante e fondamentale presupposto della cittadinanza e siccome, teoricamente, la legge è uguale per tutti
. ogni altro discorso è superfluo.
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