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"E' pervenuta un data 14 novembre c.a., prot. n. 43859, la seguente interpellanza datata 9.11.06:
Visto l'art. apparso su "Il Giornale di Vicenza" il 24 ottobre 2006, concernente la mozione sulla cittadinanza italiana agli immigrati presentata in Consiglio Comunale il giorno 20 ottobre 2006 dalle minoranze.
Rilevato che lo stesso articolo riporta una frase del Sindaco Maurizio Scalabrin che recita testualmente: "Una mozione che nulla ha a che vedere con i regolamenti locali, affrontata con toni talvolta volgari e prese di posizione pesanti",
Constatato dai verbali della seduta del Consiglio Comunale che suddetta frase non corrisponde a verità, che dai passaggi testuali non si rileva alcuna espressione volgare e che di conseguenza i Consiglieri di minoranza hanno espletato il loro mandato in termini civili e corretti nei comportamenti ed in quanto verbalmente espresso.
Si interpella il Signor Sindaco per conoscere:
1) in quali passaggi lo stesso abbia rilevato siano state pronunciate frasi volgari;
2) qualora questo non sia avvenuto, se intenda scusarsi per il giudizio non veritiero incautamente espresso e riportato dal " Il Giornale di Vicenza"il 24 ottobre 2006.
Distinti saluti.
F.to Graziano Meneghini
F.to Igea Romeo
F.to Gianluca Peripoli
F.to Claudio Meggiolaro
F.to Claudio Beschin
F.to Alessandro Testolin
F.to Romeo Aleardi"
SCALABRIN (Sindaco):- "Va bene rispondo a Lei perché è il primo lettore. Allora vedete io penso che nella vita si possa anche sbagliare. Io, per carattere, quando sbaglio, non ho nessun problema a chiedere scusa però, nella fattispecie, non ravvedo i motivi perché mi spiego: nella intervista che è stata fatta, come spesso accade, un po' al volo, telefonicamente, senza la possibilità di meditare le parole, di pesarle, tra l'altro su un argomento che non centrava con l'Interpellanza, un fatto abbastanza increscioso che si era verificato, però in quel momento io stavo facendo tutte altre cose arriva come sempre una telefonata cosa ne pensa di
Uno lì non è che sta a centellinare le parole, le soppesa, le scrive, le cancella, dice questo non lo voglio dire, lo cambio. Dice e non c'è sempre la possibilità nè del confronto di quello che si è detto, perché a volte scappa la parola sbagliata, che non si vuole dire, nè c'è la possibilità di dire cosa ho detto per certo e chiedo la correzione prima che venga pubblicato. In un contesto del genere voglio dire potrei fare come fanno tante volte le persone, anche a livelli altissimi, che dicono cose vomitevoli, dopodiché dicono ma non è vero niente, rettifico, hanno capito male, hanno sbagliato e quindi lasciare nel dubbio voi che magari la cosa che ho detto sia stata detta diversa da come è stata scritta, riportata diversa ecc. ecc. però non mi sembra né corretto nei confronti dei giornalisti né nei confronti Vostri, a distanza di un mese, di un mese e mezzo cercare, come dire, delle scappatoie di questo genere, anche perché, onestamente, se dovessi giurare che ho detto diverso, giurerei il falso ma se io dovessi giurare che ho detto esattamente questo giurerei altrettanto il falso, perché voglio dire si dicono un centinaio di parole e non sono scritte, non sono una intervista fatta per iscritto da me oppure fatta di persona, registrata. Quindi resterebbe sempre l'alea del dubbio che ho detto, non ho detto, ho scritto, non ho scritto. Siccome i giornalisti sono persone che lavorano per il fatto che Voi mi avete chiesto una spiegazione non mi voglio nascondere dietro a questa possibile giustificazione. Voglio solo fare notare che me lo sono andato a rileggere l'articolo. Io ero stato intervistato perché erano comparse delle scritte su dei manifestini ecc. ecc. che, se devo dire la verità non avevo visto girando per il paese, perché quel giorno non ero andato in bicicletta ma in macchina, ma in macchina non è che ti fermi a guardare le cosine piccole e quindi ad una certa ora della mattina mi hanno detto questo. In un contesto più generale questo è uno degli argomenti che creano sempre un po' di tensione, ho portato per esempio una discussione che era avvenuta, ma non avevo detto che la minoranza, le minoranze, una persona, un Consigliere in particolare, aveva detto delle frasi o aveva avuto dei comportamenti. Ho detto che la discussione sull'argomento aveva avuto dei toni che erano toni pesanti ma perché, se poi andiamo a riguardare anche l'estratto, il verbale che poi il verbale, siccome c'erano dei momenti in cui non c'era la registrazione, non ha riportato alcune cose che invece io, a memoria, mi ricordo, era una considerazione non sulle parole dette ma sul clima di tensione che si era creato, vuoi per l'argomento, vuoi perché l'argomento era una cosa e poi era stato girato su un'altra, vuoi perché si erano interrotti i microfoni e c'erano state, tra le battute serie delle battute meno serie, una situazione che si era creata di tensione e quindi avevo detto che anche la mozione che, tra l'altro non aveva nulla a che fare con i regolamenti locali, era stata affrontata visto che questo è un argomento di quelli che tende un po' così con toni un po' tirati su. Il senso mio della frase era questo. D'altro canto volgare non vuol dire la parolaccia e comunque io non ho detto che sono state dette frasi volgari perché non le avete dette voi e non le ho dette neanche io ed il dibattito è stato fatto con la partecipazione di alcuni esponenti della minoranza con un esponente della maggioranza e con il sottoscritto quindi io parlavo del complesso della discussione non delle affermazioni di qualcuno, infatti io ho parlato di toni che volevo dire esasperati e non volgari ma comunque nel senso di volgarità così come d'altro canto anche lo Zingarelli, io uso questo, se no dico parolacce avrei detto qualcosa altro il senso di volgare in senso figurato s'intende del termine no che se vuoi anche il senso più spregevole del valore del significato significa privo di qualità, privo di finezze, privo di signorilità e di garbo e oggettivamente se noi andiamo a guardare le cose che reciprocamente ci siamo detti garbo non l'aveva perché c'eravamo anche innervositi anche per il discorso dei microfoni che per inciso sono stati rimessi a posto, c'era stato un detto: "Ma dai non diciamo sciocchezze" il Consigliere che mi aveva detto: "Per piacere chiedi scusa" perché riteneva che l'aggettivo fosse riferito ad altre cose. Ha detto è un argomento che crea tensione ed io questo avevo il senso delle cose che avevo detto al giornalista e se voi andate bene a guardare anche così, come è stato riportato sul giornale di Vicenza, non c'è nessun oggettivo riferimento alle minoranze ma alla discussione. Quindi se il problema è che io dovrei chiedere scusa la domanda è: "A chi"? E per cosa perché non c'è nessuna offesa personale o nessuna offesa di merito e comunque non è chiaro se io mi riferivo a Galassini, a Lei, a Beschin, al sottoscritto, a Peripoli o a chi altro ma alla discussione quindi cosa dico scusa alla discussione. Dico piuttosto che mi dispiace che quella discussione sia stata fatta, avendo anche l'interruzione dei microfoni, e quindi affrontata in un disordine tant'è che poi anche Lei Meneghini ha fatto, come dire, una dichiarazione che in un certo senso mi giustifica perché dice la mozione presentata in Consiglio verteva verso un maggiore controllo e sicurezza per tutti i cittadini. In realtà la mozione, che io mi sono andato a rileggere, è semplicemente la richiesta di un referendum nazionale contro un disegno di legge, quindi non centra niente con la sicurezza, ma con i cinque anni o i sette anni o i 10 anni con cui si vuole accedere. Voglio dire che eravamo un po' andati involontariamente fuori del seminato perché la mozione era per avere un certo tipo di voto e poi la discussione aveva preso altre vie. Allora nel momento in cui il giornalista velocemente mi ha detto, glielo posso dare perché ce l'ho qua, allora ho detto queste cose ma non erano riferite a frasi intanto ho detto toni e non frasi e non era riferito alla minoranza infatti sul giornale stesso non c'è scritto la minoranza ha affrontato l'argomento, ma la discussione ha preso toni lì. Mi ci metto dentro anch'io tra i toni che non erano quelli di garbo quindi è stata la discussione che è stata oggetto del mio giudizio, non le persone, non i Consiglieri, non le frasi che avevano detto. Questa è la mia spiegazione vera che non si nasconde ne dietro alle cose scritte da altri, riportate uguali o diverse e tra l'altro io devo dire che io avevo anche detto che l'argomento di per sé era uno di quegli argomenti che crea sempre un po' di tensione tant'è che anche nel Consiglio Comunale la discussione aveva preso dei toni così. Adesso se voi mi dite che voi l'avete presa come una cosa riferita a Voi, onestamente, andandomelo a rileggere, non esiste un riferimento alle minoranze, non è nei confronti vostri. E' nei confronti della discussione alla quale ho partecipato anch'io e mi prendo la colpa della confusione della discussione così come si è dipanata. Insomma, se viceversa ritenete che questo sia per forza solo indicato a Voi allora vuol dire che io non avevo nessuna colpa prima, la colpa è solo Vostra nel qual caso Vi chiedo scusa ma non era che io ritenevo la minoranza ma la discussione, io dentro, che aveva preso una piega di quel tipo questa è la mia spiegazione gliela dico sinceramente dopodiché se questo non va bene io per me non ho problemi perché non era intenzione mia offendere, non era intenzione mia neanche fare riferimento esplicito a uno intervento in particolare ma all'insieme del contesto e adesso io spero che questo Le possa bastare, ma se non Le basta non ho problemi a chiedere, come dire a rettificare nel senso che più che chiedere scusa posso affermare tranquillamente che non era riferito ad un discorso, ad una frase, ma all'insieme, al clima, alla tensione che si era creata alla discussione sull'argomento."-
MENEGHINI (Vivi Montecchio):- "Allora sentite quella che è la posizione del Sindaco valutata la situazione generale, certo bisogna stare molto attenti quando ci si vuole creare o andare sempre sui giornali."-
SCALABRIN (Sindaco):- "Non è che voglio, mi chiedono, anche Lei era sullo stesso giornale."-
MENEGHINI (Vivi Montecchio):- "La mia è stata una consulenza, è inutile che ci torniamo sopra, staremo qui un'altra mezz'ora su questo argomento.
Noi abbiamo capito quali sono le sue giustificazioni e le accettiamo per cui chiediamo di proseguire il Consiglio Comunale."-