Civica San Marco

RENDIAMO VISIBILE CIO CHE NON SEMPRE LO E'...


Stranieri

Sei nella sezione: Ns.idee > Immigrazione

Vai al sotto menu




CITTADINANZA AGLI IMMIGRATI


Con la cittadinanza dopo cinque anni per gli immigrati si sta preannunciando un'Italia dalle porte aperte senza chiedere nulla in cambio: né conoscenza della lingua e della cultura, né formazione professionale, né condivisione dei valori, né adesione a un'identità nazionale. Qualcuno potrebbe obiettare: quale indentità nazionale? visto che l'Italia dal 1861 si presenta come il paese dalle mille contraddizioni. Ma pur essendo stata modellata da contrasti anche laceranti, il nostro paese è una realtà unica, un'unica idea d'Italia che tiene assieme tutte le altre con valori che comprendono i diritti fondamentali della persona, e della tradizione cristiana, che sono enunciati nel nostro ordinamento.
Basta girare per i nostri monti e fermarci negli ossari per capire quanto possa essere pregnante la nostra identità nazionale.
Invece ci troviamo di fronte a dei politici che rifiutano di guardare in faccia la realtà e immaginano che tutte le civiltà, culture e religioni siano uguali. Che pertanto si debba permettere agli immigrati di fare ciò che gli pare e piace.
Improvvisamente ci troviamo colpevoli del nostro benessere proviamo vergogna delle nostre tradizioni, addirittura giustifichiamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori.
Prima di parlare di cittadinanza italiana cerchiamo a monte di risolvere i problemi gravi urgenti che riguardano l'immigrazione, finiamola con il "volerci bene a ogni costo" e affrontiamo i problemi con la responsabilità propria di un mandato avuto dai cittadini ( anche se non hanno potuto scegliere a chi darlo perchè lo hanno deciso le segreterie dei partiti ).
L'inadeguatezza e il difetto risiedono principalmente nel fatto che l'attuale legislazione non recepisce integralmente la realtà e la specificità dell'immigrazione e la possibilità che ha il terrorismo islamico di attecchire in Italia, in particolar modo la sua dimensione ideologica, spesso sommersa, che ha già trasformato anche l'Italia in una fabbrica di terroristi e aspiranti kamikaze. Ed è inevitabile che se non si contestualizza correttamente l'evento, la progettazione del legislatore, la valutazione del magistrato e l'azione delle forze dell'ordine gireranno a vuoto. Il risultato sarà un insieme confuso di azioni, in contrasto tra di loro che la gente non capisce, come sta accadendo ora.
Prima di dare la cittadinanza bisogna risolvere i principali problemi che questa dissennata immagrazione comporta:
Si deve considerare l'immigrazione illegale un reato che comporta l'immediata espulsione del clandestino e sanzioni contro i trafficanti umani e i paesi che lo consentono.
Si deve espellere chi fa apologia al terrorismo o nega il diritto d'Israele di esistere, chi non riconosce i diritti umani e i diritti fondamentali della persona, chi discrimina in base al sesso, fede religiosa.
Espellere chi comette violenza fisiche o di altra natura contro la donna, magari costingendole a tornare nei paesi d'origine per un'opposizione ai valori della nostra civiltà.
Porre fine al trucco normativo e giuridico che ha consentito di trasformare enti registrati come Onlus in luoghi di culto.
Espellere i genitori che rifiutano di iscrivere i loro figli alla scuola pubblica d'obbligo italiana, cosi facendo non riconoscono i valori e la cultura dell'Italia e non vogliono integrarsi.
Espellere chi commette reati e vede nell'Italia il paese di bengodi dove l'impunità è diventata normalità.
L'integrazione deve essere un dovere per ogni immigrato non solo una facoltà per migliorare la propria posizione economica e lo stato sociale:
pertanto l'immigrato deve conoscere la lingua italiana per poter interagire
è tenuto a conoscere la cultura italiana, compresa la religione cristiana e le altre fedi solo cosi si arriva al rispetto
deve condividere i valori della nostra società, la laicità dello stato, la sacralità della vita di tutti, la piena parità fra uomo o donna.
Ebbene, chi ha veramente a cuore la sorte degli immigrati cominci con il fare l'autentico interesse degli italiani. La politica deve uscire dalla vecchia logica della mediazione per accontentare tutti. Rinviare di fatto la soluzione dei problemi aggravandone la portata, tenendosi i privilegi e scaricando nel popolo le problematiche porterà ulteriore destabilizzazione nel paese. La nuova legge dell'immigrazione rappresenti un significativo passo in avanti e introduca il criterio che la concessione della cittadinanza non è automatica, bensì subordinata alla "verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero" e per fare questo ci vuole tempo e cinque anni sono veramenti pochi.






"Aggiornato il 13 mag 2008" | civicasanmarco@hotmail.com

Torna ai contenuti | Torna al menu