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Pur avendo la relazione OECD-PISA sulla scuola nel mondo, dimostrato che gli studenti veneti sono ai vertici delle classifiche mondiali e ben sopra agli standard medi italiani, uno dei problemi più sentiti nella scuola a Montecchio Maggiore, riguarda l'integrazione degli studenti extracomunitari. Quest'anno nelle scuole medie ed elementari raggiungono circa il 15%, nelle materne addirittura il 40%. La presenza degli studenti extracomunitari nella scuola, è percepita dalla popolazione come un ostacolo che rallenta il normale svolgimento della didattica, tanto che molti cittadini di Montecchio scelgono classi con poche presenze straniere, o scuole private. Non è solo un'idea, come Lei afferma assessore, ma è un dato di fatto che il grado di socializzazione e di apprendimento e i tipici e inevitabili problemi di adattamento, vadano ad appesantire la didattica, e pur avendo l'istruzione obiettivi pedagogici, questi non devono e non possono frenare le capacità dei singoli. Siamo d'accordo con Lei quando dice: "La vera integrazione deve interessare entrambi i versanti", non siamo d'accordo quando poi sostiene che: "I bambini stranieri si devono sentire accettati e quelli italiani non devono emarginare i loro compagni". Questo assessore è un versante unico e tutto da parte italiana. Noi affermiamo che: "I bambini stranieri devono farsi accettare adeguandosi alle regole e quelli italiani non devono emarginare i loro compagni". Sembra un semplice gioco di parole, ma questa è la differenza fra l'idea di percezione e la vera realtà , che va affrontata ad esempio: con percorsi particolari di inserimento per chi non riesce a parlare la lingua o è appena arrivato in Italia, proveniente da paesi con una scolarizzazione insufficiente o addirittura mancante e con regole sociali tutte diverse dalle nostre. Non sono sufficienti le attività di mediazione culturale o i corsi di lingua. Bisogna creare percorsi alternativi per un graduale inserimento, che non frenino la scolarizzazione e che siano di ulteriore aiuto per gli studenti stranieri. Non dimentichiamo che la percentuale di rimandati fra gli extracomunitari è doppia rispetto agli studenti italiani. Si rilevano anche difficoltà di rapporto fra scuola e famiglie e difficoltà di rapporto intrafamiliare. Un corretto inserimento nella scuola ha l'obiettivo di stemperare tensioni che si ripercuotono poi nella vita sociale, viceversa un cattivo inserimento le accentua. Un grazie particolare ai docenti, dalla Civica San Marco, che adattano intuitivamente la propria competenza didattica e psicopedagogia alle nuove esigenze riuscendo a fare un buon lavoro con i pochi strumenti a disposizione, ma tutto questo non basta.
15/10/05