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Moschea ott 07

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"SE LA FANNO E SE LA GODONO"

Commissione Moschea incontri fra amici

Andremo avanti con gli incontri previsti è la risposta dei capigruppo della maggioranza, all’indomani del ritiro della minoranza dalla commissione. Spiega Enrico Bomitali del Partito Democratico. "La commissione è nata per approfondire le problematiche non certo per decidere se tenere aperto o no il centro islamico". Dopo tutto questo non capiscono ancora l'abbandono della commissione da parte delle minoranze.
LA MOSCHEA VA CHIUSA PERCHE' E' ILLEGALE.
E visto che non lo capiscono gli facciamo anche un disegnino. Leggi l'articolo



moschea alte

LE MINORANZE LASCIANO LA COMMISSIONE SULLA MOSCHEA

E' solo una presa d'atto, il centrosinistra ha già deciso tutto.

I consiglieri di minoranza di Montecchio abbandonano la neonata commissione per il centro culturale islamico, sostenuta e voluta dal consiglio comunale per una volta compatto. L’incontro organizzato insieme ai parroci castellani, infatti, è stata l’ultima seduta alla quale i partiti d’opposizione hanno deciso di partecipare. I motivi di una tale scelta sono stati chiariti con un documento, secondo il quale «a causa delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal sindaco Maurizio Scalabrin e dal vicesindaco Agostino Pilati, nelle quali è emerso con chiarezza la loro ferma convinzione di ritenere il luogo di viale Milano un puro e semplice centro culturale a posto con tutte le normative». La Lega Nord aveva anticipato tutti nei giorni scorsi defilandosi già dall’ultima riunione. «Riteniamo inutile la nostra presenza davanti a decisioni già prese - ha spiegato il consigliere Claudio Meggiolaro -. Queste operazioni servono a condividere le responsabilità di una scelta che è solo della maggioranza». Gianluca Peripoli, di Forza Italia, chiarisce: «Riteniamo giusto prendere subito le distanze dall’amministrazione ritenendo che quella di Alte sia una vera e propria moschea». E continua: «Non è quindi in sintonia con le regole che ne dovrebbero disciplinare l’attività. Noi continueremo ad insistere affinché venga chiusa». All’interno della seduta, cui era previsto l’incontro con i parroci della cittadina castellana e mons. Giuseppe Dal Ferro, responsabile diocesano dei rapporti ecumenici interreligiosi, sono stati diversi i temi importanti portati in discussione: la presenza nel territorio montecchiano di diversi clandestini ma anche il problema sicurezza in zone altamente a rischio come piazza San Paolo e viale Stazione.
Tratto dal Giornale di Vicenza di A.F.

SINDACO IMPARA COME SI FA'

Uso difforme da quanto stabilito dalle concessioni edilizie

A Vicenza rischia di chiudere anche la seconda moschea mentre a Montecchio Maggiore questa giunta chiude gli occhi e permette gli abusi.
La Polizia locale ha sorpreso alcuni stranieri mentre pregavano in un edificio attrezzato come luogo di culto musulmano
Blitz alla moschea: "Sgomberiamo tutto"
Secondo il Comune ci si troverebbe di fronte a "un uso difforme da quanto stabilito dalle concessioni edilizie"
Blitz alla moschea. Agenti della Polizia locale hanno effettuato in queste ore un sopralluogo a sorpresa, trovando alcuni stranieri mentre pregavano. A quanto pare, i locali di via dei Mille a Vicenza, erano attrezzati e utilizzati proprio come una moschea pubblica e secondo l'assessorato all'Edilizia privata del Comune questa è stata la conferma di quella che era solo un'ipotesi, ovvero che il discusso edificio di via dei Mille, laterale di corso Santi Felice e Fortunato, "è utilizzato impropriamente come luogo di culto". L'assessore Michele Dalla Negra non esclude che venga presto emessa un'ordinanza di sgombero per ripristinare la legalità. Un provvedimento simile potrebbe essere emanato, per lo stesso motivo, anche per l'ex capannone di via Vecchia Ferriera, a Ponte Alto: in questi giorni scadono infatti i termini che consentono agli interessati di ricorrere al Tar contro l'annullamento del certificato di agibilità del Comune. Occhi puntati, dunque, sulle presunte moschee abusive di Vicenza. Abusive in quanto, come ha fatto sapere l'assessore, "al Comune non risulta che, all'interno delle aree destinate al culto, ci siano luoghi dedicati al culto musulmano". In passato locali di via dei Mille sono già stati al centro delle polemiche per avere collezionato una serie di abusi, legati principalmente al fatto che venivano usati in modo difforme da quanto previsto dalle concessioni edilizie. In seguito ad alcuni controlli, si scoprirono attività religiose e spuntarono irregolarità e manufatti abusivi. Ora, in base alla relazione dei vigili, sembra che la storia di ripeta. Quanto all'ex capannone di Ponte Alto, se gli interessati, come già annunciato dall'assessore, non si rivolgeranno al Tribunale amministrativo regionale, scatterà l'ordinanza di sgombero.
Roberto Cervellin tratto dal Gazzettino Online

LA CONFUSIONE DEL VICE SINDACO PILATI SULLA MOSCHEA

Guarda il video che sponsorizza il nostro comune alla televisione del Bangladesh
La confusione regna sovrana, leggendo l'intervista concessa al giornale di Vicenza il vice sindaco prima afferma: "si tratta di centro culturale islamico non di una moschea" poi smentisce se stesso
"è vero, è un luogo dove i fedeli islamici pregano". Intanto appare in un video della televisione bangladese in cui sponsorizza il nostro comune come luogo ideale per l'incontro di culture diverse.
Intervista tratta dal Giornale di Vicenza
«Ricordiamoci che si tratta di centro culturale islamico non di una moschea». Sono le parole di Agostino Pilati, assessore al sociale, che l’altra sera era presente alla riunione della commissione capigruppo. «È vero, è un luogo dove i fedeli islamici pregano, ma che più volte ci hanno proposto di visitare - continua -. Ho semplicemente portato la mia esperienza e il mio impegno nel gruppo di dialogo antireligioso. In giro ci sono molti, troppi, preconcetti riguardo le religioni straniere».
Anche a proposito dei problemi collegati al centro islamico di viale Milano, riguardanti traffico, parcheggio e lamentele dei condomini dell’edificio "Polialte", l’assessore sottolinea la totale collaborazione offerta da parte dei responsabili del centro. «Mi hanno riferito che, per evitare disagi e per regolamentare il più possibile il traffico, uno di loro si occupa di far parcheggiare le auto in maniera ordinata»A.F



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MERCOLEDI 24 OTTOBRE SI APRE IL TAVOLO DI DISCUSSIONE SULLA MOSCHEA

Maggioranza costretta a far finta di voler risolvere il problema.

Mercoledì 24 ottobre si apre il tavolo di discussione sulla moschea in comune a Montecchio Maggiore, così come era stato chiesto dalle minoranze con un'ordine del giorno e approvato in consiglio comunale il 02 ottobre 2007.
Malgrado in consiglio comunale sia stato dimostrato che la nuova Moschea eluda tutta una serie di normative e regolamenti, riteniamo che la maggioranza non voglia risolvere la questione e questo sia solo un'incontro interlocutorio per far raffreddare la questione e l'opinione pubblica. Lo si evince dalla mancata risposta da parte dell'amministrazione alla richiesta di istanza di sopralluogo fatta dalla Civica San Marco in data 17 Agosto 2007, sollecitata con la diffida del 21 settembre 2007, ricordata con il sollecito del 16 ottobre 2007.
A distanza di 67 giorni l'amministrazione non ha risposto pertanto la Civica San Marco nei prossimi giorni provvederà alla tutela dei propri interessi in sede giurisdizionale agli effetti dell'art. 328 del codice penale e succ. modifiche contro gli amministratori comunali e responsabili del procedimento in base alla legge 241/90.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ISLAMICO VICENTINO KAMEL LAYACHI CONFERMA CHE QUELLA DELLE ALTE E' UNA MOSCHEA

Solo il Sindaco di Montecchio e i suoi funzionari fanno finta di non sapere e vedere

Nella giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico, parla il presidente Layachi: "Il 10 ottobre apriamo a Vicenza, Marola e Alte".
È stata celebrata ieri in tutta Italia la Giornata ecumenica di dialogo cristiano-islamico. E Vicenza non sta a guardare, essendo una delle città con una delle più elevate concentrazioni di stranieri ed in particolare di musulmani. "Per motivi organizzativi - SPIEGA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ISLAMICO VICENTINO KAMEL LAYACHI - non abbiamo festeggiato in questa giornata, ma lo faremo il prossimo 10 ottobre, quando apriremo le nostre tre moschee, quelle di Vicenza in via Vecchia Ferriera e a Marola e quella di Alte a Montecchio Maggiore. Pensiamo che queste occasioni siano di grande utilità per aprire la mente reciprocamente: per permettere ai cristiani di conoscere il mondo islamico ed agli islamici di essere protagonisti del processo di integrazione che li riguarda direttamente". La Giornata del dialogo cristiano-islamico è nata nel 2001, all'indomani della strage dell'11 settembre, ed è promossa fra gli altri dai periodici "Confronti" e "Il Dialogo", oltre che da altre realtà impegnate sul fronte del dialogo interreligioso, e conta una lunga lista di aderenti.
A questo proposito si collega la recente lettera dei vescovi del Triveneto agli insegnanti di religione, redatta dal vescovo di Vicenza Cesare Nosiglia. Nel messaggio, reso pubblico in occasione della festa di San Francesco d'Assisi dal delegato Triveneto per l'educazione e la scuola a nome di tutti i vescovi della Conferenza episcopale triveneta, monsignor Cesare Nosiglia evidenzia la necessità di favorire i processi di integrazione. "Aiutate i giovani - scrivono i vescovi nella lettera - ad allargare gli spazi della razionalità ed a trovare punti di riferimento per apprendere che cosa sia e che cosa significhi essere uomo. La presenza numerosa di alunni di altre nazioni e appartenenze etniche, culturali e religiose rappresenta una sfida per la scuola che avverte con sensibilità il problema della loro accoglienza ed integrazione. Siete chiamati a testimoniare e documentare la tradizione cristiana e quelle verità e valori che possono illuminarsi attraverso il confronto critico con le diverse forme del pensiero e presenze religiose nel territorio". I vescovi invitano a "ravvivare i legami tra scuola, famiglia e comunità cristiane per affrontare insieme una vera e propria emergenza dell'educazione".
Matteo Crestani tratto dal Gazzettino

IL SINDACO RIBADISCE: LA MOSCHEA RESTA APERTA

La burla della Civica San Marco, la maggioranza vota un ordine del giorno contro «volantini e scritti farneticanti che circolano in paese e incitano all’odio e allo scontro religioso» ma uno dei volantini era il testo di un'intervista del Sindaco.

Il Sindaco in barba alla legalità, che si tratti di centro di culto islamico o culturale, la nuova sede di via Milano resta aperta ai fedeli musulmani. La Civica San Marco ne chiede la chiusura.
La minoranza mette nel sacco sindaco e maggioranza con una burla, svelata soltanto alla fine del consiglio. La goliardata si è consumata ai danni dell’ordine del giorno sottoscritto dalla maggioranza per denunciare «volantini e scritti farneticanti che circolano in paese e incitano all’odio e allo scontro religioso». «Siamo in presenza di un linguaggio falso, colmo di odio razziale che non ci appartiene, da cui prendiamo le distanze e che tenta di portare allo scontro la nostra pacifica comunità» hanno insistito i firmatari, nel tentativo di far condividere la presa di posizione contro la Civica San Marco. L’arcano consisteva però nel fatto che uno dei due volantini incriminati, null’altro fosse che il testo di un intervista rilasciata nel 2005 dal sindaco Scalabrin, in cui spiegava le ragioni dell’allora "no" alla moschea. Leggi l'articolo

ORDINE DEL GIORNO INTIMIDATORIO DELLA SINISTRA

La sinistra presenta un ordine del giorno sui nostri volantini contro la moschea

Visto che questo Comune fa i controlli nella moschea sempre in orari non consoni, alleghiamo orari delle preghiere così il sindaco non può dire che non sapeva. Orari Preghiere
Premesso che l'ordine del giorno sarebbe stato redato dalla Margherita e poi fatto firmare anche da altri. I nostri vengono definiti volantini farneticanti che circolano per il paese che incitano l'odio religioso, alla ricerca di uno scontro di civiltà. Linguaggio falso, colmo di odio razziale che fa il gioco del fondamentalismo. Si chiede la condanna di tutto questo e un intervento del Prefetto affinché si faccia promotore di un incontro tra istituzioni, cittadinanza, e il centro islamico. Questo ordine del giorno ci pare, più che altro una posizione ideologica, espressa nascondendosi dietro un incarico pubblico, con l'obiettivo dichiarato di intimidire delle persone che esprimono liberamente le loro idee, non avendo il coraggio di confrontarsi in un dibattito pubblico con chi la pensa diversamente e di fronte ai cittadini stessi. Ma ci sono altri obbiettivi non meno rilevanti: intimorire l'opposizione, impaurire chiunque non la pensi come questa amministrazione relegandolo ad altre mansioni, e in più tirare per la giacca il Prefetto sperando in consensi che questa amministrazione sul progetto moschea non ha dalla popolazione. Tutti questi obiettivi sono perseguiti con lucida pertinacia e dovizia di mezzi. Alcuni sono già stati realizzati, altri sono in corso d'opera. Si vuole negare il diritto a dei cittadini a esprimersi liberamente, ma si strumentalizza la necessità e la volontà di avere luogo di culto islamico, perché dicono è un diritto che va garantito lo prevede la costituzione! Da quando in qua in Italia la moschea è "un diritto" che "va garantito" dalla pubblica amministrazione? Cosa dovrebbero pensare tutti gli italiani a cui lo Stato o gli enti locali non garantiscono la casa o il lavoro o l'istruzione che sono sanciti come un diritto dalla Costituzione? E perché non si parla mai dei "doveri" che dovrebbero ottemperare gli islamici fruitori di diritti, a cominciare dall'adesione piena e incondizionata alle leggi, ai valori e alle regole della civiltà occidentale che non accetta compromessi sulla sacralità della vita e sulla dignità della persona? E perché la libertà d'espressione deve essere solo garantita a chi manifesta il nome del No al dal Molin, che riempie le mura della nostra città di scritte e diffonde giornali nel nostro paese su cui c'è scritto che si possono commettere illegalità, perché farlo in nome del No al dal Molin è legittimo? Chi fa il gioco del fondamentalismo è proprio la vulnerabilità suicida-disfattistica e la crisi culturale e di coscienza di questo centro-sinistra. Ciò fa imboccare la via dello sfascio complessivo della istituzione Comune e di conseguenza del paese, data l'apertura dello stesso a flussi migratori incontrollati e la strumentalizzazione del multiculturalismo tollerante. In virtù di una comunicazione politica ideologica "islamicamente corretta" si va spacciando il musulmano per una vittima, diseredata e vessata, del (presunto) razzismo occidentale, così facendo si permette agli stranieri ciò che non è permesso agli italiani.
Ma noi non ci facciamo intimorire da nessuno tanto meno da chi voterà questo ordine del giorno affermando che il linguaggio usato nei nostri volantini incita all'odio tra i popoli facendo leva su tematiche religiose e facendo un uso strumentale della religione cattolica a scopi demagogici.
Perciò vi chiedo per onestà intellettuale (se ve ne è rimasta) di inserire in allegato all'ordine del giorno copia dei nostri due volantini. Ci sarà un clamoroso seguito a questo ordine del giorno in consiglio comunale. Volantino1 Volantino2

FINALMENTE E' FINITA L'IPOCRISIA. SI PREGA NELLA NUOVA MOSCHEA

Gli stessi islamici lo ammettono in un articolo del Giornale di Vicenza

Si tratta di due ampi stanzoni di 280 metri quadrati, con annesso parcheggio, capaci di accogliere tutti i musulmani che gravitano attorno a Montecchio, e che nei venerdì arrivano fino a 150 raccolti in preghiera. Assembramento che durante tutto il mese di Ramadan (attualmente in corso) avviene anche di sera. Ora la palla passa al comune e vediamo come può giustificare un luogo di culto, dove il piano regolatore e il regolamento condominiale non lo permettono?.
"Ora abbiamo un luogo dignitoso, acquistato grazie alle donazioni dei fedeli, dove poterci riunire e fare le attività del centro culturale" spiega uno dei fedeli al centro, mostrando il programma di corsi di lingua italiana che a breve verranno attivati. E fin qui tutto bene, anche in seguito al sopralluogo compiuto di recente da funzionari del Comune.
Nel nostro sito troverete la documentazione ufficiale che dice esattamente il contrario, l'edificio è ceduto in comodato gratuito e per uso ufficio, non è un centro culturale ne una moschea, come fanno i tecnici comunali a dire che va tutto bene?
Dopo tre ore che la Civica San Marco ha trasmesso la diffida al Sindaco Scalabrin il comune castellano risponde prendendo altro tempo vedi lettera di risposta sul nostro sito.
Oggi i musulmani si ritrovano al secondo piano di un edificio commerciale-direzionale, interamente ricoperto di tappeti, dove a breve verranno realizzate nuove uscite di sicurezza e servizi igienici.
La moschea oltre a non essere compatibile con la destinazione d'uso non è in regola neanche sul piano igenico-sanitario e della sicurezza come gli stessi islamici affermano. Chiediamo al Sindaco Scalabrin di operare nella legalità decretando l'immediata chiusura del locale. Articolo G.V.

IL COMUNE CASTELLANO NON RISPONDE ALL'ISTANZA PRESENTATA IL 17 AGOSTO

La Civica San Marco lo diffida ai sensi dell'art. 328 codice penale.

Dopo 35 giorni dall'istanza di richiesta di sopralluogo, visto il silenzio del Comune Castellano, la Civica San Marco ha inoltrato al Sindaco, al Comandante della Polizia Locale, al Dirigente dell'Ufficio Tecnico e al Segretario Direttore Generale, del Comune di Montecchio Maggiore, una diffida che si allega, considerato decorso il termine previsto di trenta giorni per la risposta come previsto dall'articolo 2°, 3° co., della legge n. 241/90 e successive modificazioni ed integrazioni.
Nel frattempo la Civica San Marco si chiede come sia possibile che un fabbricato la cui destinazione d'uso è ufficio, che è stato ceduto all'associazione islamica Ar-rahmah per uso ufficio, venga adibito a centro culturale?
Come sia possibile che questo fabbricato, composto da due locali per un totale di 300 mq, in una zona centrale dall'alto valore economico, che era in vendita fino ad aprile 07 , sia stato improvvisamente ceduto in comodato d'uso gratuito all'associazione islamica?
Come sia possibile insediare un centro culturale (moschea ) contro il volere dei condomini, in barba all'articolo 13 del regolamento condominiale che prevede esclusivamente un uso commerciale-artigianale e direzionale del fabbricato, lo stesso regolamento, che con un divieto di sovraccarico dei pavimenti degli ambienti, entra in conflitto con i millecinquecento iscritti che il centro culturale conta?
Dopo la chiusura della Moschea di Vicenza, il nuovo centro culturale (moschea) di Alte non risponde solo alle esigenze degli islamici del paese, ma anche a quelle di una larga fetta della provincia, lo dimostra il fatto che gli stessi soci fondatori del centro culturale islamico "Ar-rahman" registrato il 04 maggio 07 provengono da fuori comune.
Ancora una volta questa amministrazione, favorendo l'insediamento, va contro gli interessi di quei cittadini che hanno speso soldi propri aprendo delle attività, offrendo lavoro ad altre persone e che grazie alla moschea si trovano limitati a lavorare per i parcheggi pieni, hanno la clientela in calo e si vedono deprezzare il valore degli immobili in cui hanno investito ingenti somme di denaro. Vedi diffida

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"Aggiornato il 02 mag 2008" | civicasanmarco@hotmail.com

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