Civica San Marco

RENDIAMO VISIBILE CIO CHE NON SEMPRE LO E'...


Moschea ago 07

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SOPRALLUOGO IN MOSCHEA

Continua la farsa

Giovedì 13 settembre, dalle ore 11,19 alle ore 11,43, è stato fatto un sopralluogo tecnico amministrativo presso i locali moschea di Alte Ceccato. Erano presenti, oltre a colui che ha fatto gli onori di casa, dopo aver arrotolato i tappeti, il vice comandante ed un agente della polizia locale, il dott. Borghero ed un funzionario dell'ufficio tecnico comunale.
Sicuramente tutto sarà stato fatto seguendo le informazioni in possesso quindi tutto sarà risultato a posto, visto che la destinazione d'uso originale dei locali non è certamente centro culturale e neanche moschea. Il luogo è costantemente monitorato a breve clamorose novità.

Nuova Moschea a M.M.

IL CONDOMINIO IN RIVOLTA CONTRO LA MOSCHEA

Problemi di sicurezza, rumori e scarpe lasciate ovunque

Il condominio in rivolta contro la moschea scrive in comune. A differenza di quanto afferma il Sindaco, oltre a non essere rispettate le regole di sicurezza, igenico sanitarie, ed urbanistiche, il motivo principale della protesta riguarda il mancato rispetto della destinazione d'uso dello stabile. L'articolo 13 del regolamento condominiale prevede esclusivamente un uso commerciale-artigianale e direzionale del fabbricato. Non è certamente il sito ideale per aprire un luogo di culto o un circolo culturale. Ed è lo stesso regolamento che con un divieto di sovraccarico dei pavimenti degli ambienti, entrerebbe in conflitto con i millecinquecento iscritti che il centro culturale conta spiegano i condomini. Ancora una volta questa amministrazione va contro agli interessi di decine di imprenditori italiani che hanno investito propri soldi aprendo delle attività, dando del lavoro ad altri cittadini., Si favoriscono gli stranieri e si penalizzano gli italiani che grazie alla moschea si trovano impossibilitati di lavorare per i parcheggi pieni, hanno la clientela in calo e si vedono deprezzare gli immobili in cui hanno investito una vita di risparmi. Il tutto nel silenzio anche delle associazioni di categoria. Domani comincia il Ramadam e il finto centro culturale sarà meta di pellegrinaggio vista la chiusura della moschea di Ponte Alto a Vicenza con l'aggravarsi dei problemi sopra citati e mettendo in crisi ulteriormente la viabilità della statale 11.
Ci stiamo interrogando perché il comune castellano vista la mancanza di risposte attraverso una tacita e silenziosa complicità abbia interesse ad aprire un nuovo fronte caldo di contrapposizione sociale a Montecchio Maggiore. Che serva per sviare l'attenzione da quello che succede a Vicenza sul Dal Molin? leggi articolo

SCOOP! LA MOSCHEA NON ESISTE PER L'UFFICIO TECNICO COMUNALE

Eppure i mussulmani sono insediati da tre settimane in viale Milano 38/d

Il consigliere comunale Luca Peripoli, di Forza Italia, nell'ambito del suo mandato ha chiesto all'ufficio tecnico comunale tutta la documentazione amministrativa riguardante l'insediamento della nuova moschea in Viale Milano 38/d. Non gli è stato consegnato nulla. All'ufficio tecnico comunale non è stato prodotto nessun incartamento riguardante lo spostamento della moschea e quindi per loro non esiste. Questo conferma le ipotesi della Civica San Marco riguardanti le gravi irregolarità amministrative. La Civica San Marco ha fatto protocollare il 17/08/07 presso il comune castellano, un'istanza di immediato sopralluogo in viale Milano 38/d, indirizzata al sindaco e al comando di polizia Municipale chiedendo:
· Una verifica di quale fosse l'originale destinazione d'uso dello stabile n. ex 38/D interno 2 di viale Milano.
· Se è stato chiesto l'eventuale cambio di destinazione d'uso, visto che si presume siano in corso lavori interni.
· Se l'eventuale nuova destinazione sia compatibile con la destinazione di zona prevista dal piano regolatore vigente.
· Se sono rispettate le norme igienico-sanitarie e di sicurezza visto il consistente numero di persone che frequentano il luogo.
Mentre all'ufficio tecnico comunale non risulta alcuna documentazione riguardante la moschea il sindaco va in televisione prendendo le difese dei mussulmani e giustificandone lo spostamento. Una incongruenza non da poco che fa supporre che il tutto si sia svolto in barba ai regolamenti e sotto la pressione politica.
La Civica San Marco chiede il rispetto dei regolamenti, delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza. Chiede sia svolto subito questo sopralluogo per accertare lo stato dei fatti, e in presenza di irregolarità decretare la chiusura immediata della moschea.

IL SINDACO APRE LA NUOVA MOSCHEA.

E i musulmani vogliono iscrivere il Comune al consiglio direttivo della stessa. 17/08/07

La situazione di Montecchio Maggiore oggi è quella di una città in sofferenza, per l'identità perduta, per la mancanza della consapevolezza dei propri valori, della propria storia, della propria fede in un ideale che si possa identificare con il proprio passato e non con culture e comportamenti estranei. I nostri amministratori cercano di demolire i valori religiosi cristiani, alcuni di sinistra perché con i musulmani condividono li stessi nemici: "Israele e gli Stati Uniti". Una sinistra che ha per lungo tempo coltivato il mito del diverso, che presuppone che il diverso, sia comunque e sempre portatore di rinnovamento. In cerca di miti sostitutivi, ha affidato agli islamici lo sconvolgimento di una società per loro troppo sbilanciata verso il cristianesimo. Altri invece, cattolici praticanti e Ministri della Comunione, sono preda del relativismo che predica l'equipollenza dei valori o l'equivalenza delle culture: il timore di operare delle scelte li induce ad affievolire la fede, ad essere più arrendevoli, piuttosto che rischiare una contesa. Ma rinnegando se stessi favoriscono l'islam in modo che possa sovrapporsi alla cristianità, negando ai cristiani italiani i loro diritti, che invece vengono elargiti immeritatamente agli stranieri islamici, che si comportano in Italia come se fossero loro i padroni e non gli ospiti, cosa che non ha la reciprocità ma che alla classe dirigente nostrana, sembra normale, non sappiamo se per ignoranza o calcolo politico. Negli ultimi anni le autorità cittadine hanno mandato in scena una rappresentazione tragica della città. Gli spazi pubblici lasciati andare alla deriva in mano a bande di ragazzi, vere fucine della nuova delinquenza. Ma Montecchio ha perso anche valori civili, quali la certezza di avere dalla propria parte la Legge che li tuteli, agli stranieri sembra tutto permesso. In questa confusione e perdita di riferimenti, la delinquenza ha trovato terreno fertile sul quale operare: rapine, furti, prostituzione, droga, dalla sera alla mattina forniscono un quadro desolante e i cittadini hanno paura a girare per i quartieri che un tempo erano tranquilli, e non ci sono istituzioni che sappiano o vogliano intervenire per sanare questo malessere, questa mortale malattia. Il sindaco Scalabrin e il vice sindaco Pilati hanno concesso una nuova Moschea più ampia (o centro culturale) per la comunità islamica, in viale Milano 38/d, e i musulmani vogliono iscrivere il Comune nel consiglio direttivo della loro associazione. In tutto questo sostenuti e spinti dal parroco di Alte, il quale, prima con ideologie buoniste e contro la maggioranza della popolazione, ha favorito l'insediamento degli stranieri in piazza San Paolo, forse convinto di mitigare attraverso l'accoglienza una religione che non si presenta tollerante ed è poco propensa a rinnovamenti. Ora che piazza San Paolo è diventata una Casbah, attorno alla piccola Moschea si affacciano bazar per la vendita di spezie, lane, tessuti, gioielli e call-center, circondando la chiesa cristiana, hanno spostato il problema da un'altra parte del paese, creando una nuova enclave musulmana in zona industriale. Tutto questo è stato fatto tramando nel silenzio delle loro stanze, mantenendo all'oscuro di tutto i cittadini e le minoranze per due anni. Ora scoppiata l'indignazione popolare, il sindaco, scarica le colpe su l'ex Prefetto millantando un assenso scritto del 2005, lo stesso assenso con il quale aveva preso una decisione diametralmente opposta, due anni fa, motivandola così: "Alla fine di tutti questi pareri dal punto di vista urbanistico non andava fatto, era opportuno che non ci stesse e quindi ho detto di no." D'altro canto tutto sembra svolgersi in barba alle più elementari regole urbanistiche, quali destinazione d'uso, zona non compatibile con il piano regolatore vigente, norme di igiene e sicurezza, e in violazione della circolare del Ministro dell'Interno n. 11501/4143 . Tutto questo ad un italiano non sarebbe permesso.
Ai pusillanimi che hanno favorito la conquista islamica del nostro territorio ricordiamo la Sura IV Versetto 89: "Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate".
Leggi articolo moschea Leggi articolo Prefetto

MOSCHEA, EMERGE IL RUOLO DEL SINDACO SULLA VICENDA

Siamo fiduciosi nel sindaco dice il rappresentante mussulmano. 05/08/07

Leggi l'intervista con uno dei responsabile dell'associazione islamica Ar-Rahma.
Dopo aver letto le parole di uno dei responsabili dell'associazione culturale islamica Ar-Rahma di Alte, nella stampa di Domenica 5 Agosto, ribadiamo che l'attuale sede della moschea si trova in zona non idonea, senza controlli, e va pertanto chiusa. E non esistono a Montecchio Maggiore le condizioni per costruire una nuova moschea o centro culturale come lo si voglia chiamare.
Sulla vicenda viene ancora una volta dimostrato l'attivismo del Sindaco Maurizio Scalabrin chiamato in causa dallo stesso responsabile, e quello dei tecnici comunali a lui sottoposti. Attivismo come sempre a senso unico visto che sulla questione è mancato sia il dialogo con le altre forze politiche che l'informazione ai cittadini del paese, e che tende ad accreditare e dare legittimità a persone, associazioni, luoghi che potrebbero in un prossimo futuro essere fonte di pericolo per la comunità.
La nuova sede, con due grandi sale in un edificio in zona industriale verso Montebello, in viale Milano, sarebbe secondo il musulmano già "perfettamente in regola per l'agibilità". Cosa che speriamo sia non veritiera, visto che in quella zona territoriale, come ribadito dai nostri tecnici e previsto dal PRG, è impossibile insediare un centro culturale o qualcosa di simile, pena incorrere in abusi, di cui gli autori risponderanno nelle sede competenti.
Ricordiamo ai responsabili dell'associazione culturale islamica, che quelle che loro definiscono "beghe politiche" nei paesi occidentali non sono altro che l'espressione della democrazia, visto che il politico è stato eletto con libere elezioni dal popolo. Il sottrarsi non fa altro che acuire le nostre preoccupazioni verso persone ed associazioni che si vogliono isolare dal contesto sociale, senza integrarsi con i principi democratici e il rispetto dei diritti della persona praticati nel nostro paese. Vista l'improvvisa disponibilità di risorse, che l'associazione mussulmana riferisce di essere dotata per la Moschea, non sarebbe male se queste fossero di aiuto ai loro connazionali , i quali intasano gli uffici comunali, in cerca di sovvenzioni. Al Sindaco Scalabrin ricordiamo le vere emergenze del paese sempre sottovalutate dalla sua amministrazione e che i cittadini considerano primarie, quali: viabilità, degrado, ambiente, sicurezza, istruzione e sanità. Altro che Moschea!.

NUOVA MOSCHEA A MONTECCHIO MAGGIORE

Un affare da polli 27/07/07

Continuano gli attestati contro lo spostamento, deciso dall'amministrazione sinistra della Moschea, la maggior parte sono favorevoli anche alla chiusura dell'esistente.
Si dice che il nuovo sito individuato con il favore dell'amministrazione sia un vecchio allevamento avicolo ai confini con Montebello situato in viale Milano.
Vox populi vox Dei, da i proprietari dello stabile molto vicini all'attuale amministrazione.
Insomma proprio un affare da polli. Ringraziamo tutti gli amici, sia a livello provinciale che regionale che si sono offerti come consulenti legali e tecnici sulla questione.

ISLAM: IN 7 ANNI RADDOPPIATI LUOGHI CULTO
Lo afferma la relazione semestrale dei servizi segreti
(ANSA) - ROMA, 1 AGO - Continuano a crescere i luoghi di culto islamici in Italia: sono passati dai 696 della fine del 2006 ai 735 censiti a maggio. Erano 351 nel 2000. Lo indica la Relazione semestrale dei servizi segreti al Parlamento. Moschee ed associazioni islamiche sono piu' numerose in Lombardia (110), Veneto (104) ed Emilia Romagna (94). Da parte dell'intelligence, particolare attenzione continua ad essere riservata ai tentativi jihadisti d'infiltrare spazi associativi.

COMUNICATO STAMPA LEGA NORD
Montecchio Maggiore, 28/07/07
Che la Lega Nord - Liga Veneta sia isolata nelle scelte è consuetudine e motivo di orgoglio. Siamo contrari allo spostamento della Moschea non perché vogliamo mantenere la sede in centro ad Alte ma perché in questo momento difficile non vogliamo legittimare la presenza nel nostro territorio di luoghi e strutture che troppo spesso poco hanno a che fare con la fede e la libertà di culto e molto invece con il fanatismo e con il terrorismo. E' di questi giorni il monito preoccupato del Capo della Polizia sulla possibilità di attentati di matrice islamica - Salafita - anche in Italia . E' sempre di questi giorni la notizia dell'arresto della" giuda spirituale" della Moschea di Perugia reo di detenere nella propria abitazione reagenti chimici utili per confezionare esplosivi. Ancora la comunità europea ha ordinato il censimento di tutte le moschee presenti nel territorio della UE per motivi di sicurezza. Non possiamo far finta di nulla, non possiamo come rappresentanti eletti dai cittadini accreditare e dare legittimità a persone, associazioni, luoghi che potrebbero in un prossimo futuro essere fonte di pericolo per la comunità.
Ribadiamo che l'attuale sede della moschea si trova in zona non idonea, non si può inserire un affollato luogo di culto in area residenziale e con presenza di attività commerciali e va pertanto chiusa. Ci chiediamo se l'amministrazione comunale ha esperito i controlli necessari sull'uso dell'edificio e sulle condizioni igenico-sanitarie tramite il corpo di polizia municipale o l'USLL.
Non siamo contrari alla libertà di culto e alle libertà individuali ma vogliamo tutelare la sicurezza di Montecchio Maggiore messa in discussione anche da scelte inopportune fatte dall'attuale amministrazione comunale.
FRANCO PAOLO - SEGRETARIO PROVINCIALE
MAZZOCCO RAFFAELLA - SEGRETARIO SEZIONE DI MONTECCHIO MAGGIORE
TESTOLIN ALESSANDRO - CONSIGLIERE COMUNALE
MEGGIOLARO CLAUDIO

CENTINAIA DI CONTATTI ED EMAIL CONTRO LA MOSCHEA AD ALTE

Ci pensa la Moschea a rendere il clima più torrido ad Alte 27/07/07

Mentre la sinistra da noi vuole ampliare la moschea, in Bangladesh, articolo apparso su Asia News, distruggono un villaggio di 250 alloggi quasi ultimato costruito per i poveri, l'ospedale pure. L'accusa è proselitismo. Di voler in questo modo convertire mussulmani e induisti al cristianesimo. Il tutto perchè la costruzione del villaggio era sostenuta da un vescovo cattolico e dal gruppo "Africa 3000" di Bergamo. E' successo nei mesi scorsi a Muzgunni. I cittadini si ribellano alla decisione come sempre unilaterale del Sindaco Scalabrin fatta per compiacere il parroco di Alte che prima fa il tifo per accogliere gli stranieri ora vuole spostare il problema verso altri cittadini in un'altra parte della città. Malgrado i titoli viziati di qualche fedelissimo vicino all'attuale amministrazione, i cittadini di Montecchio Maggiore e in particolare di Alte sono per la chiusura, non per lo spostamento della Moschea da Alte e presto questi attestati potrebbe trasformarsi in presenza fisica sul territorio.
Le principali forze di minoranza in consiglio comunale sono contrarie allo spostamento e all'ampliamento della Moschea e a maggiori controlli su quello che succede nella sede di Alte. L'articolo apparso nel Giornale di Vicenza e quello apparso nel Gazzettino sulla vicenda.

IL SINDACO CI RIPROVA CON LA NUOVA MOSCHEA

La Civica dice no allo spostamento e vuole la chiusura dell'esistente ecco i motivi: 23/07/07

Pronti a mobilitare la popolazione contro il progetto Montecchio Si-Cura che prevede lo spostamento e ampliamento della Moschea ai confini della zona industriale. A distanza di due anni il Sindaco Scalabrin ci riprova. Altro che <<ci adopereremo per una soluzione al di fuori del nostro comune>>, si è sempre lavorato per la soluzione in zona industriale, nel silenzio.
Siamo contrari all'ampliamento della Moschea ( o centro culturale) perchè è bene saperlo e tenerlo presente, essa non è solo un luogo di preghiera ma anche centro di cultura, di propaganda islamica e di promozione politica , essendo religione e politica un tutt'uno nell'Islam. La libertà religiosa da noi deve anche implicare il rispetto dei diritti. Ma non è così nelle Moschee, pur senza essere terroristi o predicatori di violenze si predica dei principi distanti e talvolta opposti al nostro vivere democratico. Basta pensare alla sottomissione della donna, alcune pratiche interne al matrimonio, il non rispetto dei valori della persona, la nostra inferiorità religiosa ecc.. Per questo si sente a volte parlare di Iman che hanno approvato e incoraggiato il terrorismo durante la preghiera del Venerdì nelle loro moschee. (Vedi moschea di Perugia) La Moschea comunque è considerata dai fedeli musulmani terra che appartiene all'Islam e in qualche modo rappresenta il segno visibile della conquista islamica del territorio in cui si costruisce.
Sindaco Scalabrin: Montecchio Maggiore non sarà terra di conquista per nessuno!
Altro capitolo riguarda quello che accade nella piccola Moschea ad Alte di Montecchio Maggiore denunciato nel dicembre 2005 dal presidente dell'associazione "La Clemenza". Secondo il presidente de "La Clemenza" , la Moschea di Alte sarebbe gestita dal gruppo tunisino residente a Montecchio "che accoglierebbe islamici senza verificare origine e permesso di soggiorno". "In quella moschea - insiste Mustafà - sono in molti a dormire senza normali condizioni igieniche in un luogo di preghiera di 60 metri quadri e con un piccolo bagno". La nuova moschea? "Facciamo fatica a pagare le 500 euro di affitto per la sede di Alte". A seguito di questa denuncia controlli mai fatti!! L'ultima sede individuata dal Comune qualche mese fa per il trasloco riconduce ai confini del paese, nella zona industriale di Montebello, sul retro di un fabbricato commerciale di viale Milano. "Uno spazio a norma, di proprietà privata, che la comunità islamica può affittare e ristrutturare" dice il Sindaco Scalabrin. Il Sindaco dovrebbe spiegare cosa intende per "favorire lo spostamento", e come queste persone hanno trovato i soldi per affittare e ristrutturare un palazzo, se non riuscivano poco più di un anno fa a pagare 500 euro di affitto. Leggi l'articolo

VOGLIONO UNA NUOVA MOSCHEA AD ALTE LA CIVICA SAN MARCO DICE NO!

Il sindaco ci prova 19/09/2005

Alla comunità islamica non basta avere adibito un centro di preghiera a meno di 50 metri dalla chiesa di Alte, adesso vogliono ampliarsi e stanno facendo pressione verso l'amministrazione comunale perché essendo l'attuale sede troppo piccola per una comunità islamica che sta crescendo, vogliono la nuova moschea in piazza Carli. Contatti che durano da mesi, e l'amminisrtrazione sta mediando per il nuovo luogo di culto. Il Sindaco Scalabrin per il momento ha detto no alla moschea in piazza Carli, ma all'interno della maggioranza, ci sono pressioni perchè si realizzi e si trovino nuove aree in paese. La gente oramai sa che è solo questione di tempo, Questa maggioranza di centro-sinistra darà il via alla nuova moschea, non dimentichiamo che l'attuale amministrazione ha regolarizzato nei primi sei mesi quasi trecento extracomunitari, e ha ampliato i parametri abitativi in modo che gli appartamenti possano contenere più persone per mq. Come si vede il dire di no alla nuova moschea è solo propaganda, con i fatti fanno l'esatto opposto, solo all'interno di questa maggioranza c'è chi appoggia tale proposta.

La Civica San Marco attacca Scalabrin «Vuoi fare la moschea» «No, non verrà costruita».. tratto dal giornale di vicenza...

Il Sindaco Scalabrin conferma la nostra denuncia e precisamente:
1) Si conferma che non sono mai state fatte varianti urbanistiche per bloccare la moschea
2) nel politichese si legge che non si farà la moschea in piazza Carli, ma non si smentisce la soluzione della moschea in zona industriale
3) dopo il nostro allarme dicono: Ci adopereremo per una soluzione al di fuori del nostro comune.
Restiamo a vigilare che la questione non è finita.

(a.gu.) Civica San Marco all’attacco sulla moschea contro il sindaco Maurizio Scalabrin. Il primo cittadino aveva dichiarato che mai ad Alte ci sarebbe stata una nuova moschea, mentre ora, a sentire gli esponenti della civica, presente in Consiglio con Claudio Meggiolaro, ai microfoni di Tva avrebbe fatto marcia indietro. «Si scoprono le carte e le tesi da noi sostenute - si legge sul sito della civica (www.civicasanmarco.org) È una bugia quanto sostiene l'amministrazione di avere bloccato la nascita della nuova moschea con una variante urbanistica, la variante non c'è mai stata, c'è da parte di questa amministrazione il tentativo di celare la verità che il sindaco Scalabrin ha lasciato intendere in televisione: in un capannone in zona industriale nascerà "un centro di cultura islamico", tradotto per i veneti una bella moschea». «Si cerca di barattare - prosegue il comunicato su internet - la chiusura di 50 metri quadrati del centro islamico ad Alte, con l'apertura di una nuova moschea per migliaia di metri quadrati in zona industriale, che diventerà il polo musulmano dell'ovest vicentino... Fa riflettere anche la concomitanza delle notizie tra la moschea di Vicenza e quella di Montecchio, sembra che tutto sia orchestrato da un'abile regia che cerca di concentrare l'attenzione su Vicenza per farla in sordina a Montecchio». Il sindaco Scalabrin però non ci sta e passa al contrattacco: «Ma quale regia, è vero che non c’è una variante urbanistica, ma un’interpretazione corretta del regolamento urbanistico, che non prevede che in quella zona nasca un centro di culto e da lì è nata la mia scelta di dire no alla richiesta della comunità islamica. Quindi nessuna moschea e niente allarmismi immotivati, che senso ha gridare al lupo al lupo? In quella zona non può sorgere alcuna moschea e quindi non sorgerà e noi ci adopereremo per favorire una soluzione al di fuori del nostro comune»

"CAOS NELLA MAGGIORANZA: I CONSIGLIERI COMUNALI CONTRO LE SEGRETERIE PROVINCIALI, CHE DICONO A RIGUARDO DELLA MOSCHEA: "SCALABRIN, CHIEDI SCUSA"


tratto dal Giornale di Vicenza...di Eugenio Marzotto..22/09/05
Dalle segreterie provinciali di Rifondazione comunista e Comunisti italiani giunge al sindaco Scalabrin la richiesta di smentire l'articolo, apparso su questo giornale dal titolo:"Scalabrin blocca la nuova moschea". «Siamo amareggiati e stupiti - commentano Ezio Lovato di Rc e Giorgio Langella dei Comunisti italiani - per quanto detto dal sindaco, crediano siano dichiarazioni offensive, prive di senso e assolutamente sbagliate. Ci stupisce che un sindaco di una giunta democratica di centro-sinistra che abbiamo appoggiato in campagna elettorale, possa fare tali affermazioni. Sono dichiarazioni di un conformismo intollerante e discriminatorio, il ridurre di fatto alla clandestinità chi professa una fede religiosa diversa dalla maggioranza (affermando che «.. non si può impedire a nessuno di trovarsi per pregare o organizzare attività associative, ma impediremo che questo accada in nuove moschee organizzate a Montecchio») sembra un tentativo di esasperare le distanze tra persone che hanno idee e fedi diverse ed è un atteggiamento anticostituzionale».
«Con le posizioni del sindaco di Montecchio non si va da alcuna parte - insistono Lovato e Langella -. Crediamo che compito delle istituzioni sia quello di combattere contro l'intolleranza e di garantire a qualsiasi cittadino la possibilità di professare ogni fede e ogni ideale.
Siamo offesi e speriamo in una smentita pubblica».



"Aggiornato il 13 mag 2008" | civicasanmarco@hotmail.com

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