Civica San Marco

RENDIAMO VISIBILE CIO CHE NON SEMPRE LO E'...


Moduli

Sei nella sezione: Ns. battaglie > Malasanità

Vai al sotto menu




OPPOSIZIONE ALLE DIMISSIONI

Chi ha necessità di continuare le cure e non può essere curato a casa può opporsi alle dimissioni o al trasferimento in altra struttura che appaia chiaramente inadeguata. Se l'ospedale o la casa di cura convenzionata insiste, ci si può oppore inviando ai sanitari una lettera raccomandata

Modulo raccomandata


Data, ________________________


RACCOMANDATA A/R

Al Direttore generale ULSS ...(** vedi nota)
Via ............. CAP .....
Città...........

RACCOMANDATA A/R

Al Direttore Sanitario (Ospedale o Casa di cura privata)
Via ............. CAP....
Città............


Oggetto: OPPOSIZIONE ALLE DIMISSIONI.


...I. .sottoscritt .................................abitante in.........................................................................
Via.......................N°...............................città...........................................................................
Visto l'art.41 della legge 12.02.1968 n.132 (che prevede il ricorso contro le dimissioni) e tenuto conto che l'art. 4 della legge 23.10.1985 n. 595 e l'art 14, n.5 del d.l. 30.12.1992 n. 502, consentono ai cittadini di presentare osservazioni e opposizioni in materia di sanità, chiede che .i.. proprio famigliare (Cognome)..........(Nome)............. .abitante in.........................via...................... N.......................... attualmente ricoverat._e curat_ presso .............reparto ............................non venga dimess_ o venga trasferit.. in un altro reparto dell stess_ .......................o in altra struttura sanitaria per i seguenti motivi:

1) il paziente è gravemente ammalato e non autosufficiente .

2) lo scrivente non è in grado di fornire le necessarie cure al paziente.

Fa presente che, nel caso di trasferimento in RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), venga data attuazione all'art. 25 della legge 328/2000 ed al DL 109/1998, così come modificato dal DL 130/2000.
In base ai suddetti decreti, gli Enti Pubblici devono prendere in considerazione la situazione economica del solo assistito ( e quindi senza chiedere alcun contributo economico ai parenti) per le prestazioni sociali erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave di cui all'art. 3 comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertato ai sensi dell'art. 4 della stessa legge, nonché ai soggetti ultrasessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle Aziende Unità Sanitarie Locali.
Fa presente,altresì, che le cure sanitarie comprese quelle ospedaliere, sono dovute anche agli anziani cronici non autosufficienti ai sensi delle leggi 4.08.1955 n.692, 12.02.1968 n. 132 (in particolare art. 29), 17.08.1974 n. 386 (le prestazioni ospedaliere devono essere fornite "senza limiti di durata"), 13.05.1978 n. 180, 23.12.1978 n. 833 (in particolare art. 2 punti 3 e 4 lettera O). Si ricorda, inoltre, che il Pretore di Bologna, Dr. Bruno Ciccone, con provvedimento del 21.12.1992 ha riconosciuto il diritto alla signora P.F., nata nel 1913, degente in ospedale dal 1986, di "poter continuare a beneficiare di adeguata assistenza sanitaria usufruendo delle prestazioni gratuite del Servizio Sanitario Nazionale, presso una struttura ospedaliera e non di generica assistenza presso istituti di riposo o strutture equivalenti". Si segnala, altresì ,la sentenza della 1a Sezione Civile della Corte di Cassazione n. 10150/1996 in cui viene riconfermato che:
- le leggi vigenti riconoscono ai cittadini il diritto soggettivo (e per tanto esigibile) alle prestazioni sanitarie, comprese le attività assistenziali a rilievo sanitario;
- le cure sanitarie devono essere fornite sia ai malati acuti che a quelli cronici;
- essendo un atto amministrativo, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 Agosto 1985 non ha alcun valore normativo.
L_ scrivente richiede l'applicazione delle norme sul consenso informato. Inoltre, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990 n. 241, chiede che gli venga inviata una risposta scritta dal Responsabile competente ad istruire il procedimento amministrativo in oggetto.
L....scrivente si impegna di continuare a fornire al proprio congiunto tutto il possibile sostegno materiale e morale, compatibilmente con i propri impegni familiari e di lavoro. Chiede pertanto che, nel caso di trasferimento in altra struttura, non venga allontanato dalla città di................. ... E che eventuali trasferimenti da struttura a struttura sanitaria debbano essere fatti a spese delle ULSS.
Ringrazia e porge distinti saluti.


Firma _______________________


NOTE: da non trascrivere:
Pretendere una risposta scritta. Non accettare dichiarazioni verbali.

(**) Eventuali trasferimenti da struttura a struttura devono essere fatti a spese dell'ULSS.(vedi il volume <: A SCUOLA DI DIRITTI - pag. 30/31 di F. Santanera).> - Nel caso in cui l'Ospedale Pubblico sia amministrato in modo autonomo, rispetto all'ULSS, la raccomandata A/R va indirizzata, invece, al Direttore Generale dell'Azienda ospedaliera.

Che cosa possono fare i parenti per non continuare a versare contributi economici agli enti pubblici.


Per poter ottenere che i Comuni, le Province, le Asl e gli altri enti pubblici, che non applicano il citato decreto legislativo 130/2000, non richiedano più contributi ai congiunti di soggetti con handicap grave o di ultrasessantacinquenni non autosufficienti, occorre che coloro che hanno sottoscritto con i suddetti enti pubblici (in seguito verrà affrontata la questione dei contributi richiesti dalle Ipab e dagli enti privati) impegni di pagamento per il ricovero dei loro congiunti inviino all’ente interessato una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno come da fac-simile qui di seguito riportato.

Data, ________________________

RACCOMANDATA A/R

Egr. Sig. Sindaco di ........
oppure
Egr. Sig. Presidente della Provincia di.......
oppure
Egr. Sig. Direttore Generale Asl.............…...........

Il sottoscritto……………………...………… abitante in……....................…………………………., Via ………………………………, n. ……………città................, preso atto delle norme del decreto legislativo n. 130/2000, tenuto conto che il Sig…………………………è in possesso della dichiarazione di handicap grave e permanente di cui all'art. 4 della legge 104/1992 (oppure è stato valutato non autosufficiente dall'Unità valutaria geriatrica dell'Asl n………e che lo stesso ha un'età superiore ai 65 anni) con la presente disdice l'impegno che aveva sottoscritto in data…………

L'impegno viene pertanto revocato a partire dal primo giorno del mese successivo all'invio della presente.

Lo scrivente precisa che continuerà ad essere versato l'importo dei redditi (e dell'assegno di accompagnamento, se percepito) del soggetto ricoverato, dedotta la quota concessa all'utente per le sue spese personali.

L_ scrivente richiede l'applicazione delle norme sul consenso informato. Inoltre, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990 n. 241, chiede che gli venga inviata una risposta scritta dal Responsabile competente ad istruire il procedimento amministrativo in oggetto.

Firma....................

Che cosa possono fare i parenti che hanno sottoscritto impegni di pagamento con Ipab o con enti privati.


Se l'impegno di pagamento della quota non coperta dai redditi dell'assistito (handicappato grave o ultrasessantacinquenne non autosufficiente) è stato sottoscritto da un congiunto nei confronti di una Ipab (Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza) o di un ente privato, occorre tener conto che si tratta di un vero e proprio contratto.
In via generale (fatti salvi i casi specifici da esaminare uno per uno), il parente dovrebbe inviare al Comune competente (e cioè a quello di ultima residenza dell'assistito prima del ricovero) e al responsabile dell'ente in cui la persona è ricoverata due lettere raccomandate con ricevuta di ritorno, come da fac-simile qui di seguito riportato.

Data, ________________________


RACCOMANDATA A/R

Egr. Sig. Sindaco di……………………..

Egr. Responsabile ente………………….

In data………………………………. lo scrivente……………………….. abitante in…........……………. Via……………………………….. n……….. ha sottoscritto con l'ente…….......………………………… l'impegno di cui si allega fotocopia.
L'impegno è stato sottoscritto in quanto era la condizione richiesta dall'ente suddetto per accogliere il Sig......
Preso atto che il decreto 130/2000 stabilisce che nel caso di soggetto con handicap grave e permanente o di ultrasessantacinquenne non autosufficiente, per le prestazioni sociali deve essere fatto riferimento esclusivamente ai redditi del soggetto stesso, lo scrivente revoca l'impegno sottoscritto a partire dal primo giorno del mese successivo all'invio della presente e chiede che il Comune di………………………, al quale la legge vigente (cfr. in particolare gli articoli 154 e 155 del regio decreto 773/1931) attribuisce l'obbligo di fornire assistenza, versi all'istituto (o Ipab).....………. con sede in…………………………. Via………………………………….. n……………., la differenza fra la retta richiesta (attualmente Euro……………………….. al giorno) ed i redditi del ricoverato (attualmente Euro…………….……….. compresa l'indennità di accompagnamento) dedotta la quota che il Comune da Lei presieduto lascia al ricoverato per le sue piccole spese personali.
L_ scrivente richiede l'applicazione delle norme sul consenso informato. Inoltre, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990 n. 241, chiede che gli venga inviata una risposta scritta dal Responsabile competente ad istruire il procedimento amministrativo in oggetto.


Firma.......................................................



"Aggiornato il 02 mag 2008" | civicasanmarco@hotmail.com

Torna ai contenuti | Torna al menu