Sei nella sezione: Ns.idee > Politica
Un tempo c'erano i consiglieri, gli assessori o i deputati che si confrontavano nelle sezioni con i semplici iscritti, gli attivisti che litigavano persino per un aggettivo su un documento politico (che magari non sarebbe mai stato letto), i segretari di partito espressione del consenso della base, che dunque andava conquistato e mantenuto giorno dopo giorno. Un tempo i movimenti giovanili erano fucine di talenti, le scuole e le università luoghi di formazione, di confronto e di lotta: adesso non lotta più nessuno e per attaccare i manifesti, primo gradino dell'impegno politico volontario di allora, bisogna pagare. I politici di oggi nascono già deputati o consiglieri e si scandalizzano quando qualcuno li invita a confrontarsi con la base (un vero fastidio!) non conoscono i loro elettori, non fanno comizi (quant'erano belli!) e quando li fanno, i risultati sono penosi. Vengono eletti più per la popolarità dei partiti o del leader dello schieramento al quale appartengono che non per le loro qualità; hanno perso (posto che l'abbiamo mai avuto) il gusto di lottare, non conoscono il significato della parola gavetta, considerano il dialogo un antipatico retaggio della prima repubblica! Non è un bel paese quello in cui si verificano queste cose e tuttavia non possiamo attendere messianicamente che qualcuno risolva per noi i problemi di cui si è detto. C'è un solo modo per cambiare: partecipare, lottare, impegnarsi per costruire e per migliorare, lavorando molto sulla democrazia sia nella società sia nei partiti.
Lamentarsi non basta!
Menu di sezione: