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Con il consiglio di stasera giunge a conclusione l'iter ultradecennale riguardante l'area Ceccato; inutile dire che questo Programma Integrato rappresenta uno dei più impegnativi e vincolati interventi urbanistici di questi ultimi anni, un case di per sè emblematico ed esemplare sul quale come Lega Nord non possiamo tacere il nostro dissenso. Il programma integrato Ceccato è, tra tutte le scelte urbanistiche che in questi mesi abbiamo dovuto valutare, e che da questa maggioranza sono state approvate, quello che in modo più eclatante e decisivo smentisce di fatto tutti i buoni propositi e i proclami di rottura e discontinuità con il passato, con le scelte urbanistiche del passato, che questa amministrazione continua a fornirci. Lo faccio soprattutto presente a voi, cari consiglieri di maggioranza che per la prima volta vi trovate seduti con me in questo consiglio. Lo sottolineo a voi e vi invito a riflettere sulle scelte che andate a fare, giacché per gli altri presenti la questione è già nota ed altrettanto note sono le loro posizioni rispetto a quanto, dagli anni 90 in poi, nell'area Ceccato si voleva fare. Basta andare a rileggersi i verbali di molti dei Consigli Comunali nei quali la questione Ceccato è stata trattata, per ritrovare i voti favorevoli alle scelte che oggi si vuole definitivamente confermate, senza alcun distinguo tra appartenenze politiche, senza differenze tra maggioranza e opposizione, tutti favorevoli o quasi, tutti concordi sulle " magnifiche sorti e progressive" dell'area e della città. A titolo di esempio, cito tre passaggi:
- 15/01/1990 Adozione del PPI Ceccato, 26 presenti e 26 favorevoli, tra i quali i colleghi Bomitali , Parise,Valerio, e l'ass.Romio.
- 20/03/90 Approvazione del Piano Particolareggiato 23 presenti, 22 favorevoli tra i quali ancora i colleghi Bomitali, l'ass.Romio, Parise, ( Valerio assente ma il gruppo d'appartenenza vota a favore)
- 24/07/03 Indirizzi per la progettazione del piano attuativo 15 presenti, 12 favorevoli e 3 astenuti (tra i quali Meneghini). A favore Ass. Meggiolaro Lucia, il Sindaco Scalabrin, Ass. Romio, sono assessori della giunta i colleghi Aleardi e Beschin.
Si potrebbero citare altri passaggi, cosi come riportare in questa sede gli stralci di qualche intervento, ma non mi pare il caso. Fatto sta che ben poche voci critiche si sono levate in passato per il destino di un'area che nel corso degli anni non ha mutato il suo impianto generale. In 15 anni Montecchio è stata stravolta, il cemento residenziale e del commerciale ha cambiato definitivamente il volto e ha compromesso per le sue conseguenze dirette e indirette che la cementificazione comporta la qualità della vita di noi tutti, ma il cosa fare di quell'area è rimasto immutato e sostanzialmente condiviso e si riassume nella fredda logica dei numeri dell'assessore Romio e che voglio ricordarvi: Su un'area di 65.000 metri cubi, senza contare i sedimi stradali, verranno edificati 192.00 metri cubi , dei quali 72.000 di residenziale e i restanti 120.000 di commerciale e direzionale a cui si vanno sommare i 15.000 metri cubi di edilizia convenzionata e sovvenzionata e i 22.500 del parcheggio a più piani per un totale complessivo di 230.000 metri cubi distribuiti su una serie di edifici alti fino a 28,5 metri. L'assessore Romio ci dirà, come per il passato che gli accordi oggi sottoscritti con la Ceccato Immobiliare hanno ridotto la cubatura da 262.000 a 207.000 metri cubi. Su questo punto di certo l'assessore avrà la cortesia di chiarirmi se nel computo dei volumi, nei 207.000 sono compresi o esclusi gli altri 22.000 metri cubi del silos parcheggio; nei dati dimensionali della relazione illustrativa generale del P.I. Ceccato Castelli risultano infatti scorporati dal conteggio, e se si dovessero aggiungere porterebbero il volume totale a 230.000 metri cubi, con una effettiva riduzione di poco più del 12% rispetto ai 262.000 inizialmente preventivati. Non è affatto un gran risultato, sia che siano 32.000 sia che siano 55.000 metri cubi in meno. Non lo consideriamo un grande risultato, ripeto, perchè intatta rimane la logica speculativa di fondo e lo sfruttamento al massimo possibile degli spazi disponibili. Si tolga qualcuno lo sfizio infatti di leggersi a pag. 15 della relazione illustrativa generale del P.I. la tabella delle comparazioni tra superfici a standard minimi res. Richieste e superfici in progetto:
- parcheggio pubblico su 2044 metri quadri di minimo richiesto solo 15 metri quadri in più pari allo 0,7% sono previsti.
- Piazze e percorsi pubblici: su 11.096 metri quadri minimi richiesti , 11.333 a progetto solo 237 in più pari allo 2,1%
- Verde alberato su 1752 metri quadri standard minimo, 1790 a progetto più solo 38 metri quadri.
Se poi guardiamo al parcheggio pubblico del commerciale direzionale, abbiamo un più 4% rispetto allo standard minimo richiesto. I dati parlano da soli e dicono semplicemente che si è sfruttato il massimo possibile. Per non dire dei 21.700 metri quadri di commerciale che si aggiungono a quanto approvato fino ad oggi, compresi le migliaia di metri quadri dell'ultimo consiglio comunale e che andranno a pesare ulteriormente sulle quote delle medie superfici di vendita e a rendere non più dilazionabile la stesura del piano di programmazione commerciale della nostra città che tenga conto dei dettami della nuova legge regionale sul commercio. Molto altro ci sarebbe da dire, anche sui ritorni di interesse pubblico legati al programma integrato, me credo che ognuno di noi abbia avuto occasione di riflettere, anche su questo. Una domanda mi si permetta, assessore, in chiusura. Nel suo intervento del 1993 in consiglio comunale, Lei affermava testualmente a proposito dell'area Ceccato: " l'area che stiamo esaminando deve essere, alla fine, una cosa bella, funzionale, a forte interesse pubblico e di cui andare fieri" .Le chiedo e vi chiedo, colleghi consiglieri: c'è davvero di che andar fieri di fronte al risultato di questo programma sull'area Ceccato-Castelli?.
Continua lo scempio del territorio nella nostra comunità, e continua nel segno della continuità da parte di questa amministrazione di sinistra con la passata. Non poteva essere altrimenti visto che la politica a Montecchio Maggiore ha ancora radicate abitudini, punti di vista, aggregazioni, grosso modo paragonabili al filone delle vecchie clientele in cui i personaggi sono per convenzione di destra e sinistra ma da vent'anni governano il paese passando da una parte all'altra. La nuova amministrazione si rifugia dietro le parole cercando di dipingere realtà inesistenti anzichè dietro i fatti. I fatti dicono che voler far passare 207 mila metri cubi di nuovi edifici come una ristrutturazione nell'area ex Ceccato è pura utopia, il verde rappresenta poco più dell'8%, fioriere in un mare di cemento, per non parlare degli edifici alti 30 metri, moderne conigliere, non ci saranno centri commerciali, dicono, solo l'equivalente di dieci supermercati da 2500 mq. ciascuno (per fare dei paragoni dieci supermercati grandi come il Despar appena aperto) e 30 mila metri cubi di direzionale. Certo ci daranno opere pubbliche allargheranno le strade e faranno un sottopasso tutte opere che saranno eseguite in funzione del nuovo quartiere altrimenti non si potrebbe più circolare, e un sottopasso che diventerà rifugio per la prostituzione sempre più dilagante e aggressiva della statale 11. La nuova opera non da nulla in cambio alla comunità ma è solo un intervento lucroso a favore di pochi. Cosa ha in comune questo progetto con i parametri imposti da Agenda 21, tanto sbandierata da questa amministrazione. La conferenza delle Nazioni Unite che si è svolta a Rio de Janeiro nel 1992, per lo sviluppo sostenibile su scala globale ha fissato alcuni parametri, per far sì che le città si espandano e sviluppino ma garantendo l'integrità dell'ecosistema. Comunque c'è una novità da parte di questa amministrazione di sinistra, ha cambiato gli obbiettivi, i nuovi sono poche opere di molti metri cubi , e basta espansione orizzontale non c'è più terreno ma città verticali, edifici sempre più alti. Siamo decisamente contrari come Civica San Marco a questo nuovo scempio del territorio e faremmo di tutto per contrastarlo.
Tsunami di cemento che cambierà il volto di Alte.
Il piano urbanistico che cambierà il volto di Alte. Oltre 200 mila metri cubi di volumi edificabili a destinazione residenziale, commerciale e direzionale, (più di 84 mila metri quadri di superficie) che da oltre mezzo secolo è occupata dalla storica sede di mamma Ceccato. Leggi L'articolo
Il piano, adottato con una delibera di Giunta lo scorso dicembre, prevede la costruzione nell'area di frangia (in corrispondenza della rotatoria a nord della Variante alla 246) di un gruppo di edifici a destinazione produttiva e commerciale, con un'altezza massima di 7-8 metri, distribuiti su una superficie di 14 mila metri quadrati, dotati delle relative aree di parcheggio e verde pubblico.
Questa amministrazione prosegue imperterrita verso la cementificazione del paese, questa volta con dei distinguo importanti, le astensione di quattro consiglieri della stessa maggioranza e precisamente: Pierangelo Carretta , Gabriele Fracasso, Palmiro Finato e Giuseppe Galassini.
Mentre il coraggio dovrebbe essere la virtù che rende grande la politica, gli altri si dibattono tra mancanza di coraggio e scrupoli.
Pallidi cercano giustificazioni ridicole in qualche centimetro di verde in più o in un percorso di interesse storico ambientale, come se una colata di cemento possa essere interessante o storica.
Giustificazione oramai abusata è quella degli oneri già utilizzati e messi in bilancio.
Ma questi signori hanno mai chiesto alla gente se sarebbe disposta a qualche sacrificio per avere in cambio un parco al posto di 14.000 metri quadri di cemento? Mai e mai lo farà.
Questi sono gli ignavi condannati ad inseguire, nudi, un vessillo, punti da vespe e altri insetti, che si nutrono del loro sangue misto alle lacrime.
Cosi li vede Dante mentre Virgilio lo invita a non soffermarsi, ad andare oltre: "non ragioniam di loro, ma guarda e passa", di loro resterà solo un nome da cancellare.
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