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GIOVANI DELINQUENTI CRESCONO

Ecco i risultati di Montecchio Si-Cura

Due ragazzi, A. A., 17 anni, facchino di origini nigeriane residente a Brendola, e A. R., 16, studente nato in Bangladesh e residente a Montecchio Maggiore, sono stati arrestati dai carabinieri del radiomobile di Valdagno e accompagnati nel carcere minorile per furto. I due erano stati visti da una pattuglia alle 4 su una bicicletta, in viale Trieste ad Alte. Il più giovane è scappato, l’altro è stato fermato. Con sè aveva parte della refurtiva di un furto ai danni del bar Stazione di ristoro di Renzo Adda: rotta una finestra, avevano portato via cioccolata, patatine, bibite e 150 euro, oltre ai biglietti del pullman. In una viuzza, i due hanno nascosto il resto della refurtiva, oltre ad una borsa di un’assistente sociale rubata alla cooperativa Piano infinito di via Mascagni 15, dov’erano entrati con la stessa tecnica poco prima. In manette è finito anche lo studente, rintracciato dai militari lì vicino. Tratto dal Giornale di Vicenza

VANDALISMI. Sabato notte lo scoppio ha allarmato un intero quartiere: multe ai clienti e al titolare del locale
Petardo e rissa ad Alte Tolleranza zero in arrivo
Tafferugli davanti al negozio African Shop in via Edison Boato nel nuovo sottopasso di via Battaglia
Antonella Fadda dal Giornale di Vicenza
Una notte di botti e di “botte” quella di sabato scorso ad Alte Ceccato. Mentre qualche vandalo allarmava un intero quartiere, mettendo quello che pare essere stato un grosso petardo all’interno del nuovo sottopasso di via Battaglia, contemporaneamente in via Edison si scatenava una rissa. Erano da poco passate le dieci di sera quando nel sottopasso ciclopedonale che collega via Fermi con via Saba c’è stata un’improvvisa esplosione, che non ha provocato nessun danno alla struttura di recente costruzione ma ha procurato un grosso spavento agli abitanti delle vie limitrofe. «Abbiamo sentito un grosso boato - spiegano -. In un primo momento non capivamo se si trattasse di un incidente sul ponte di via Battaglia o dello scoppio di qualcos’altro».
L’eco della deflagrazione ha spinto molti residenti ad affacciarsi alle finestre di casa e, vedendo del fumo proveniente dal sottopasso, ad allertare il pronto intervento. Sul luogo sono intervenuti i militari della caserma dei carabinieri.
Anche il sindaco castellano, Maurizio Scalabrin, ha sentito l’eco dello scoppio, ma esclude che l’episodio di sabato sia un atto provocatorio propendendo, invece, per una bravata di incoscienti: «Quella zona, in ore serali e notturne, è spesso sorvegliata dalla polizia locale e dai carabinieri proprio per la presenza di un bar» afferma. Il locale, aperto fino a tarda sera, è infatti da tempo nel mirino della sorveglianza: «Viene frequentato da alcuni giovani poco raccomandabili - continua il primo cittadino -. Ed è per questo motivo che la presenza delle forze dell’ordine si è recentemente intensificata».
A poche centinaia di metri, in via Edison, nelle stesse ore di sabato notte si scatenava un tafferuglio fra ubriachi stranieri davanti all’"African Shop", oggetto nelle ultime settimane sia di proteste da parte di negozianti e residenti ma anche di numerose multe per inosservanza dell’ordinanza comunale del consumo all’aperto di alcolici e per apertura oltre gli orari stabiliti. Oltre un mese fa anche gli agenti della polizia locale castellana, in seguito ad un controllo nel locale, furono oggetto di un’aggressione da parte di cittadini stranieri.
«In seguito a questi fatti sono state comminate oltre una decina di contravvenzioni sia al gestore sia agli avventori - conclude Scalabrin -. Abbiamo più volte tentato di dialogare con il commerciante per indurlo ad adottare un comportamento più consono». E in vista potrebbero esserci pesanti provvedimenti.

IL CRIMINALE DI QUARTIERE

Altro che vigili, ora la malavita si sta impradonendo dei quartieri

Solo nell'ultima settimana rapina alle poste con pistola puntata alla testa, rapina all'ULSS di via Giuriolo il 30/3, e continui furti nei negozi e nelle case di cui nessuno parla. I delinquenti locali si alleano con gli stranieri.Questa amministrazione ha sempre negato ad oltranza che in Montecchio esistessero dei problemi di criminalità straniera, di atteggiamenti violenti da parte di individui per cui la violenza è la normalità. Queste persone, nella loro incrollabile convinzione di avere sempre ragione, hanno negato ad oltranza l'evidenza, e adesso, confrontati con le drammatiche conseguenze della loro voluta cecità, accusano gli altri di "strumentalizzare". Invece di cercare scuse, si prendano una buona volta le loro responsabilità! Davanti agli atteggiamenti vergognosi di stranieri accolti in casa nostra, foraggiati con i soldi della nostra socialità, che per tutto ringraziamento si danno agli abusi nel sociale o alla criminalità anche violenta, attentano alla nostra sicurezza, rendono invivibile l'atmosfera in troppe nostre scuole, i soliti buonisti internazionalisti non hanno neppure il buon senso di dire che gli stranieri che delinquono vanno espulsi. Figuriamoci: bisogna, tollerare, capire, scusare, procedere a "sinistri" distinguo! Ma soprattutto bisogna negare e ancora negare, sempre, comunque, e in ogni circostanza e davanti a qualsiasi evidenza. Ma le cronache parlano per loro.

CRIMINALITA’. Intorno alle 9 sottratto il denaro appena consegnato che serviva a pagare le pensioni
Assalto alle Poste di Alte Rapinati 55 mila euro
Due banditi fra i 50 e i 60 anni sono entrati dal retro con la pistola e hanno minacciato la direttrice
02/04/08
Antonella Fadda
Sono entrati all’improvviso con le armi in pugno e, dopo aver preso in ostaggio la direttrice dell’ufficio postale di Alte, si sono fatti consegnare tutto il contante appena consegnato per il pagamento delle pensioni.
È accaduto ieri alle 9, alle Poste di via Volta 64, ad Alte Ceccato. Due banditi fra i 50 e i 60 anni, il viso parzialmente coperto ed in abbigliamento sportivo, uno identificabile da un giubbotto nero, l’altro con una borsa a tracolla sempre nera ed armati di pistola, si sono introdotti dall’entrata posteriore dell’ufficio postale. Avevano tenuto d’occhio i portavalori che hanno consegnato il contante; appena sono usciti dal retro, loro sono entrati.
La porta non sarebbe stata chiusa, ma non è escluso che i due abbiano utilizzato delle chiavi poichè non è risultata manomessa, sorprendendo alle spalle gli impiegati che avevano appena aperto gli uffici al pubblico. I locali delle Poste, fin dall’apertura, erano affollati da un gran numero di persone che facevano la fila per ritirare la pensione e che hanno in parte assistito all’irruzione.
Con mosse misurate, mentre uno dei rapinatori teneva sotto tiro la direttrice, Annamaria De Marzo, 53 anni, di Montecchio, l’altro intimava ai dipendenti di consegnare il denaro degli sportelli e quello appena depositato.
Il tutto, come raccontano alcuni testimoni, non è durato che una manciata di minuti. Subito dopo i due malviventi si sono dileguati dall’entrata posteriore. Nel parcheggio accanto all’ufficio è stata trovata una Fiat Uno rossa rubata, utilizzata dai banditi per raggiungere via Volta e che adesso è al vaglio degli esperti della scientifica alla ricerca di impronte.
L’allarme al 112 è stato immediato. Ad Alte sono intervenute le pattuglie dei carabinieri di Valdagno ed anche della stazione castellana, con i detective del nucleo investigativo. I militari dei tenenti Blasutig e Ghinelli hanno ascoltato i 4 dipendenti, ancora choccati, effettuato i rilievi e hanno avviato una caccia all’uomo.
Dei due rapinatori nessuna traccia; neppure i residenti della popolosa via Volta si sarebbero accorti della fuga. Nessuno di loro, infatti, avrebbe notato dei mezzi in attesa. Secondo la testimonianza di un impiegata i due avrebbero tenuto d’occhio l’ufficio, poiché erano a conoscenza che proprio ieri sarebbe stato depositato il contante per i pensionati: «Sono andati a colpo sicuro - afferma - hanno chiesto immediatamente di consegnare il denaro del portavalori».

CRIMINALITÀ. Le festività pasquali all’insegna dei malviventi
Nel mirino dentista, bar e negozio di moto
L’episodio più grave al “Moderno”: un bandito ha rapinato il titolare di mille euro con un coltello
Tratto dal Giornale di Vicenza il 26/03/08
Tre colpi nel fine settimana che creano preoccupazione. Malviventi in azione nell’Ovest Vicentino nel weekend pasquale: l’episodio più grave, anche se con un bottino meno ingente, è quello avvenuto l’altra mattina verso le 10 all’interno del bar “Moderno” di via Matteotti, assai frequentato.
In base a quanto riferito, un malvivente è entrato nel locale di cui è titolare Daniel Marchetto di Chiampo, con un coltello in mano; ha minacciato i presenti e si è fatto consegnare un migliaio di euro in contanti prima di fuggire. Dal bar è stato avvisato il 112; i carabinieri della compagnia di Valdagno e della stazione di Montecchio hanno compiuto un sopralluogo avviando le indagini per individuare il malvivente.
Sempre a Montecchio, i malviventi hanno preso di mira l’ambulatorio di un dentista. I ladri hanno colpito lo studio del dottor Giorgio Schiavo; sono riusciti a intrufolarsi all’interno dello studio, che ha sede in via Europa, ed hanno portato via parecchia strumentazione tecnica e altro materiale.
Da una prima stima, il bottino è di qualche decina di migliaia di euro. Il timore è quello che sia in azione una banda alla quale qualche ricettatore senza scrupoli ha commissionato furti del genere.
Un’altra gang ha invece derubato la sede della “Tecnoracing” di Natale Dorotea e Johanna Kamaryt, in via Zambon a Creazzo. Si tratta di un’officina meccanica specializzata nella manutenzione e nella riparazione di moto.
Da quanto emerso, i ladri hanno fatto il pieno di pezzi di ricambio di moto e di altro materiale; l’ammanco sfiora i 40 mila euro. Anche in questo caso sono stati informati i carabinieri che hanno compiuto un’accurata ispezione alla ricerca di tracce utili. La refurtiva, con ogni probabilità, è stata già stoccata in qualche magazzino compiacente. D. N.

IL GIORNALE DI VICENZA
Domenica 16 Marzo 2008 cronaca Pagina 15

L’INDAGINE. La squadra mobile ha arrestato un giovane: era il riferimento per gli irregolari

Il finto clandestino trova
la “fabbrica” dei falsi

di Diego Neri

Era diventato il punto di riferimento di asiatici clandestini che cercavano di mettersi in regola. Secondo l’accusa gli davano 2 mila euro e zac, ecco pronto il nulla osta al lavoro subordinato della prefettura. Con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in Italia e di possesso di strumenti fasulli la polizia ha arrestato l’altra notte il cittadino Shofiul Alam Syid, 29 anni, nato in Bangladesh e residente ad Arzignano in via XXV Aprile 2, titolare di una piccola società di volantinaggio porta a porta. Altri due suoi connazionali, padre e figlio di 17 anni, residenti a Montecchio Maggiore, sono stati denunciati a piede libero.
L’indagine dei detective della squadra mobile era stata avviata qualche settimana fa poiché i poliziotti del commissario Marchese si erano resi conto che giravano in provincia documenti fasulli. Non si trattava dei soliti permessi di soggiorno, bensì dei nulla osta che dovrebbero essere consegnati dallo sportello unico per l’immigrazione della pref ettura ed esibiti all’ambasciata del proprio paese per ottenere un visto per lavorare in Italia.
Durante i primi accertamenti gli investigatori della seconda sezione della mobile hanno scoperto che di quella partita di falsi ne circolavano almeno 150, alcuni dei quali sequestrati. Chi li metteva in commercio?
Sfruttando una nuova legge, gli ispettori Minervini e Salamone si sono avvalsi della collaborazione di un agente infiltrato che ha finto di essere uno straniero irregolare e, attraverso una serie di contatti, è stato messo in comunicazione con Syid. Quando i due si sono incontrati, l’altra sera, uno con i soldi, l’altro con le carte false, è scattato il blitz della polizia che ha ammanettato l’asiatico.
In casa gli agenti circa 300 copie di passaporti, 50 nulla osta già compilati (copie quasi identiche alle originali), e ancora timbri con i sigilli della prefettura di Mantova, oltre ad un pc con stampante laser. Altro materiale informa tico è stato sigillato a Montecchio, ed ora sarà analizzato dagli inquirenti.
Da quanto è emerso, Syid aveva già venduto circa 150 nulla osta contraffatti, intascando 2 mila euro ciascuno. Per questo ora la polizia chiederà il sequestro anche dei conti correnti dell’indagato, poiché l’ipotesi è che abbia messo da parte parecchi quattrini con quel giro di documenti.
Peraltro, gli agenti stanno cercando anche di capire come potessero i clandestini - in gran parte indiani - lavorare con quel nulla osta. Infatti, una volta che si fossero presentati in ambasciata, non avrebbero dovuti ricevere il visto poiché non c’era traccia dell’effettiva richiesta della prefettura. Quale fosse il giro completo di quelle carte e se vi siano altre responsabilità è compito dei poliziotti accertarlo. Quello che è sicuro è che questa indagine ha bloccato un traffico che stava diventando sempre più vasto di documenti che consentivano, almeno apparentemente, di mettere in regola degli stranieri, ed ha fatto luce su uno dei tanti canali di diffusione dei documenti contraffatti, una piaga nel Vicentino che rischia di trasformarsi in un’emergenza criminale.

IL GIORNALE DI VICENZA
Mercoledì 19 Marzo 2008 cronaca Pagina 18
A MONTECCHIO. Arrestati dai Cc due serbi che hanno tentato di rapinare un viado, poi fermato perché clandestino

In cella rapinatori e vittima

Alla fine sono stati arrestati tutti e tre: i due che hanno tentato la rapina e il “quasi rapinato”.
Si è concluso con tre arresti il tentativo di rapina messo a segno ieri notte da parte di due giovani operai serbi ai danni di un viado lungo viale Trieste a Montecchio Maggiore. In manette sono finiti non solo i due aggressori, cui viene contestata la tentata rapina in consorso, ma anche il transessuale di origine brasiliana, senza fissa dimora in Italia e già colpito da un provvedimento di espulsione.
Il movimentato episodio è avvenuto intorno alle 4 di notte. Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Valdagno, Mirko Mecinaj, 23 anni, serbo, residente in via Boito a Vicenza, e Predrag Bozovic, 24 anni, anch’egli serbo e residente a Trissino in viale dell’Industria, hanno avvicinato un transessuale brasiliano lungo viale Trieste, fingendo di contrattare una prestazione sessuale. Quando il viado si è avvicinato, uno dei due giovani gli ha inferto una violenta testata al volto, cercando di strappargli la borsetta che conteneva il denaro, circa otta nta euro, frutto presumibilmente dell’incasso della serata.
Il viado, al secolo Rubens Marcos Da Silva, 32 anni, senza fissa dimora in Italia, ha tentato quindi di sottrarsi alla tentata rapina, divincolandosi e cominciando ad urlare per richiamare l’attenzione. Impresa riuscita, visto che in quel momento è giunta una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radio mobile di Valdagno, agli ordini dei marescialli Mascolo e Montesano e coordinati dal tenente Blasutig. L’intervento dei militari ha consentito di bloccare i due giovani serbi e di prestare la prima assistenza al sudamericano, che è poi stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Valdagno, da dove è stato dimesso con una prognosi di tre giorni.
Mecinaj e Bozovic sono stati condotti in caserma a Valdagno. Uno dei due, visibilmente alterato, ha anche minacciato i militari. Entrambi sono stati arrestati per tentata rapina in concorso.
Nel frattempo i carabinieri han no compiuto accertamenti anche nei confronti di Da Silva, riscontrando dalla banca dati che su di lui pendeva un provvedimento di espulsione dall’Italia emesso nel luglio del 2003 dal prefetto di Bergamo. Sanzione alla quale aveva ottemperato, rientrando però nel territorio nazionale prima dei termini previsti. Anch’egli quindi è stato arrestato. Tutti gli arrestati sono stati c ondotti in carcere a Vicenza a disposizione del magistrato.M.SC.



"Aggiornato il 02 mag 2008" | civicasanmarco@hotmail.com

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