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A CONFERMA DELLE TESI DELLA CIVICA SAN MARCO: ECCO COSA ACCADE NELLA MOSCHEA DI ALTE

Montecchio: Si dimette il presidente dell'associazione La Clemenza di Alte. Moschea, islamici divisi. "Il luogo di culto è un bivacco in mano ai tunisini"

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tratto dal Giornale di Vicenza...di Eugenio Marzotto..22/09/05
La moschea di Alte divide i musulmani di Montecchio che restano in cerca di una sede più grande di quella attuale. È Mustafà il presidente dell'associazione "La Clemenza" che dal '96, anno in cui fu inaugurato il luogo di culto islamico, a condannare la gestione della moschea "in mano - secondo Mustafà - a gruppi che autogestiscono quella che dovrebbe essere solo una stanza dove pregare Allah. Per questo me ne vado e mi dimetto da presidente. Stanno facendo quello che vogliono, ignorano le leggi, non hanno rispetto per quel luogo di preghiera. Non è così che possiamo farci rispettare".
Secondo il presidente de "La Clemenza" poi, la Moschea di Alte sarebbe gestita dal gruppo tunisino residente a Montecchio "che accoglierebbe islamici senza verificare origine e permesso di soggiorno. "In quella moschea - insiste Mustafà - sono in molti a dormire senza normali condizioni igieniche in un luogo di preghiera di 60 metri quadri e con un piccolo bagno".
Ma da chi frequenta abitualmente la moschea di Alte arriva con toni sereni ma secchi, la replica: "Mustafà parla per sè, ciò che dice vale per Mustafà. Se ne andrà? Lo sostituiremo questa è la casa di Allah, non sua", risponde Mahmud che sorride di fronte alle parole di quello che presto sarà l'ex presidente dell'associazione islamica.
È metà mattina e nella moschea di Alte si sta facendo colazione a base di pane arabo, verdure e un profumatissimo tè. In un angolo alcune valigie mostrano che qualcuno ha deciso di sostare lì per un po' di tempo. Finito di mangiare una decina di musulmani si apparta in un angolo e iniziano a pregare insieme. La moschea è frequentata da almeno una ventina di persone al giorno, che però al sabato e domenica si moltiplicano.
Muhammad si avvicina e spiega: "Siamo pronti a modificare il direttivo, entreranno un tunisino, un bangladese e un marocchino, così tutte le comunità più numerose saranno rappresentate. Il presidente? Uno vale l'altro". Sul futuro della moschea gli islamici che si trovano a due passi dalla piazza ogni giorno, spiegano che il problema di ospitare più fedeli esiste per una mosche che è riferimento per migliaia di musulmani: "La stiamo cercando, ma non è facile, comunque sono sicuro che prima o poi a Montecchio o in qualche paese vicino la troveremo. E' questione di tempo".
Mustafà ha tutt'altra idea, lui che gestisce un doner kebab non lontano dalla statale è convinto che senza di lui la comunità locale islamica si dovrà accontentare dell'attuale sede, anzi, "quando formalizzerò le dimissioni non ci sarà un referente riconosciuto dalle istitituzioni italiane e c'è il rischio che la moschea chiuda. eppure un luogo per le nostre attività a Montecchio poteva essere trovato, ma non in questo modo. L'ho sempre detto, prima i musulmani in Italia devono rispettare le regole e mostrare la faccia pulita dell'Islam e poi potranno pretendere. Invece sta accadendo il contrario. Ad Alte è totale confusione. Non ci sono referenti, ognuno fa quello che vuole. Un luogo di culto è diventato un posto per bivaccare.
La nuova moschea? Non vedo il sindaco da luglio, ormai tutte le porte si sono chiuse e poi chi paga? Facciamo fatica a pagare le 500 euro di affitto per la sede di Alte".






"Aggiornato il 02 mag 2008" | civicasanmarco@hotmail.com

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