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REFERENDUM CONTRO IL PROGETTO DI LEGGE PER LA CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA DOPO 5 ANNI


E' pervenuta la seguente mozione datata 13.10.2006 prot. n. 39480:

Oggetto: Richiesta referendum nazionale contro il disegno di legge del governo Prodi che prevederebbe la concessione della cittadinanza italiana agli immigrati extracomunitari dopo solo cinque anni di residenza sul territorio nazionale.


Il Consilio Comunale di Montecchio Maggiore


VALUTATA


La grave situazione derivante dalla massiccia presenza di cittadini extracomunitari sul territorio nazionale, in generale, ma soprattutto nel territorio Veneto e in particolare nell'area dell'ovest vicentino.


ALLARMATO


Dalle ulteriori pesanti ripercussioni che potrebbe avere il disegno con cui il governo Prodi è intenzionato a concedere la cittadinanza italiana agli immigrati extracomunitari, dopo solo cinque anni di residenza nazionale,


CHIEDE


Ai parlamentari e alle istituzioni venete di impegnarsi attivamente per sostenere in ogni forma e modalità qualsiasi iniziativa per contrastare questo disegno di legge, compresa l'indicazione di un Referendum per eliminare gli effetti di tale eventuale provvedimento governativo

Lì 13.10.2006

F.to Graziano Meneghini
F.to Igea Romeo
F.to Gianluca Peripoli
F.to Claudio Beschin
F.to Claudio Meggiolaro
F.to Alessandro Testolin

DISCUSSIONE DELLA MOZIONE


MENEGHINI (Vivi Montecchio):- Prosegue: "Noi sappiamo che ogni anno chiedono la cittadinanza italiana circa 10.000 immigrati. Con l'abbassamento da 10 a 5 anni si prevede un rialzo a circa 18.000.000 domande, a questi si aggiungeranno circa 50.000 bambini che sono i piccoli stranieri che nascono ogni anno nel nostro paese e che otterranno quindi, sicuramente di diritto, la cittadinanza, purchè uno dei genitori sia in regola da 5 anni. L'Italia, ormai, lo sappiamo tutti non è più la terra delle illusioni. L'Italia ha grossi problemi e non è concedendo diritti che si arriva a quella integrazione culturale che riteniamo indispensabile affinché si possa parlare di cittadino italiano. Noi auspichiamo una politica più rigorosa e riteniamo anche che per far crescere queste nazioni bisogna sostenere questi cittadini nei propri paesi, aiutando comunque quanti vogliono veramente integrarsi, sebbene, e qui la cronaca nera ci viene incontro e ci dimostra quotidianamente che la volontà di integrazione spesso manca a questi cittadini. Vedete, avete visto di recente l'episodio del padre e del fratello che hanno ucciso la giovane quindicenne che rifiutava il matrimonio combinato con il cugino e tanti altri esempi ne abbiamo tutto il giorno. Ecco le motivazioni per cui noi siamo qui, per cercare che tutti quanti possano votare questa mozione."-

GALASSINI (Federazione dei Verdi):-
"Devo fare una dichiarazione di voto a nome di tutta la maggioranza. La Mozione è stilata in modo volutamente "inaccettabile" e propagandistica in modo pericoloso per conservare ad una parte politica il monopolio dell'ostilità allo straniero, come la storia ci ha insegnato e come riporta uno studio dell'Università di Urbino del luglio 2005. Pertanto la maggioranza vota contro anche per altre motivazioni. Don Giovanni Sandonà, della Charitas, il 27.05.2006 al convegno "Identità e culture straniere verso una possibile integrazione" promosso dal "Laboratorio Civico Territoriale di Montecchio Maggiore" ha detto "Non abbiamo ancora l'idea che è normale che l'Italia è e sarà una società interetnica". Più della metà dei Vicentini pensa che tutto tornerà come 40 anni fa. Ma mi sembra che sia chiaro che il processo va avanti e non ci potrà essere una evoluzione indietro. L'integrazione passa attraverso la partecipazione che ha come base la cittadinanza, che ha come espressione formale il voto. Uguali per dignità, non uniformi per identità. Il problema non è solo quello dei cinque anni o più, ma al momento dell'approvazione della legge si terrà conto, perchè si dovrà fare naturalmente così, si dovrà tenere conto di altri aspetti. Se fra questione dell'immigrazione e questione europea c'è reciprocità allora appare chiaro come sia rischioso affrontare, trattare in modo separato queste due questioni. E' difficile innanzitutto affrontare il tema dell'immigrazione, paese per paese, perchè investe la legittimità stessa del processo di costruzione europea ed è difficile portare a termine la costruzione Europea, senza dare risposta ai problemi sottesi all'immigrazione. I temi legati ai diritti di cittadinanza all'integrazione del mercato del lavoro, non soltanto delle merci e delle monete, senza affrontarli in modo adeguato la tensione nei confronti dell'immigrazione è destinata a crescere e questa, a sua volta rischia di promuovere e di produrre orientamenti sociali ed orientamenti politici euroscettici ed antieuropei. Quindi cittadinanza come elemento indispensabile per l'integrazione, cittadinanza voluta e richiesta, cittadinanza posseduta attraverso un sufficiente possesso della lingua e l'accettazione dei fondamentali della convivenza civile che sono sanciti dalla nostra costituzione. Anche per questo affermiamo che questi problemi non si risolvono a colpi di referendum E' necessario che tutti noi cambiamo rapidamente i nostri orizzonti: i nostri figli, i nostri nipoti vivono già quotidianamente fianco a fianco con coetanei di altri paesi ma molti di questi sono nati e nasceranno in Italia: vivono già secondo le nostre leggi, parlano già la nostra lingua, i loro genitori sono già da anni un innesto vitale per la nostra economia. Soffrono già, genitori (soprattutto) e figli, la diversità di modelli culturali. Occorre lavorare intensamente per una società della partecipazione e del rispetto reciproco che nasce dalla reciproca conoscenza. Sul quotidiano "Repubblica" del 18 ottobre scorso Luca e Francesco Cavalli-Sforza scrivono:
"E' una nuova migrazione di massa, che crea parecchi problemi ma ne risolve alcuni tutt'altro che indifferenti, come quello di trovare chi abbia ancora una motivazione sufficiente per fare i lavori più ingrati."-

BESCHIN (Montecchio Città):
- "Il Consigliere Galassini, a nome di tutta la maggioranza ha detto che questa è una mozione propagandistica ed inaccettabile. Non so. Io non concordo assolutamente con quanto Lei mi ha detto e ci dice. Ci dice che è difficile trattare l'immigrazione paese per paese, invece io partirei proprio da qualche considerazione delle presenza dei cittadini extracomunitari qui a Montecchio Maggiore e mi sorge subito una domanda: quanti sono questi immigrati extracomunitari qui a Montecchio Maggiore? Non ho dubbi, sono molti, Sono tanti. Non ho richiesto il dato all'anagrafe ma penso, non so, tra indiani, bangladesh e marocchini saranno dai 1000 ai 1500 e forse anche più. Quindi tutte persone di religione mussulmana, magari Agostino Pilati potrebbe darmi il dato più preciso. Ce lo potrà anche dire. Io ho questa mia idea e questo è quanto c'è di ufficiale e di registrato ma sappiamo benissimo che non tutti sono registrati e di sicuro ci sono anche gli irregolari sono. Ci sono perchè lo sentiamo dire da tanta gente. Faranno anche i controlli, certo però vorrei vedere se si riesce veramente ad arrivare alla questione finale ed allora mi chiedo anche in quali aree questi vivono ed anche qui non ho dubbi. Vivono soprattutto ad Alte, ma vedo anche che Piazza Fraccon si sta arricchendo bene di questa realtà, mi pare proprio di vedere ed allora in queste aree come si presenta la situazione dei cittadini extracomunitari. Io userei una parola morbida, ad esempio, per Piazza S. Paolo ed una situazione impegnativa, senz'altro molto impegnativa e lo dico perchè essendo di Alte frequento la piazza. La frequento a più ore, durante la settimana ed anche durante la domenica. Io vedo un certo degrado, nel verde, ad esempio, perchè? Basta andare d'estate, tu li vedi là sbragati questi, magari senza scarpe che fanno "crocicchio" fra di loro, sul verde, anzi io direi che quel piazzale davanti alla chiesa è diventato un campo da gioco. Non ci sono dubbi. Certo ci sono anche gli italiani, ma molto pochi. E' soprattutto un campo da gioco loro e poi mi dispiace, mi muore il cuore, ero presente anch'io quando lo abbiamo inaugurato quel monumento ai caduti lì non c'è proprio rispetto, assolutamente non c'è rispetto! E' diventato una panchina, un luogo dove fare tutto quello che si vuole ma credo che lì di rispetto non ce n'è. Voi direte che sono di culture diverse, non sono in sintonia con noi, però fa male al cuore a vedere questo. E se volete ci spostiamo anche in qualche via adiacente. Sporcizia ed odore. Andiamo vicino alla moschea, io ci passo davanti. Mi fermo qui. E poi gli appartamenti, io parlo con la gente, la gente brontola, ne parlo con termini leggeri e più di qualcuno se può scappa via. Anche qui io non ho dati ma mi piacerebbe sapere quanto è il movimento dei cittadini che se ne vanno dall'area della piazza o attorno. Io credo Sindaco che la cosa sia preoccupante. Non ho nessun dubbio, ed allora l'integrazione c'è. Io credo che ci possa essere anche, ma non credo possa essere quella ideale. Ce n'è poca integrazione e non so neanche se è cercata e quanto è cercata. Ecco il problema perchè mi pare che siamo su mondi ancora abbastanza lontani. Certo bisogna promuovere lo stare assieme. Bisogna ovviamente creare un discorso di reciprocità. A questo dobbiamo arrivarci però a questo dobbiamo ancora arrivarci però siamo ancora lontani ed io credo che fare integrazione non sia solo dare il permesso di soggiorno o dare la cittadinanza. Credo che sia un percorso impegnativo, un percorso lungo proprio per tutti, da ambo le parti. Io spero di non essere tacitato come quello che è un po' razzista, però lì ad Alte c'è un'occupazione di spazi che è palese. Senza ombra di dubbio ma direte è colpa vostra, di voi italiani che abbandonate il campo, l'appartamento o i negozi. Ma insomma, mamma mia. Di cosa c'è necessità? Di strutture pubbliche di varia natura. Io ho letto, qualche settimana fa, e ce l'ho anche qui l'articolo, dove si parla di un centro sociale che viene attivato ad Alte e viene detto anche in modo esplicito perchè ve lo riporto: "che non esistono occasioni di incontro per i ragazzi, a differenza di altre zone della città, dove sono presenti ricreatori parrocchiali, realtà associative che già offrono ai pre-adolescenti occasioni di incontro". Sapete, io conosco la realtà di Alte, io credo che ci sia ad Alte tanto per offrire, per allungare la mano per creare integrazione il più possibile. Potrei partire con l'Informagiovani che è una splendida realtà per tutti dove ci si può incontrare sull'arte sulla cultura, sulla geografia, sulle lingue sul gioco ma possiamo ricordare anche le palestre scolastiche che sono super utilizzate, tanto che non c'è mai un minuto libero da tutte le associazioni di tutti i tipi e di varie tipologie e poi il nostro campo sportivo là in fondo è una realtà veramente bella con tanti, tanti atleti, ben seguiti. Ci sono i pulcini, gli esordienti. Ho visto i giovanissimi, gli allievi, gli juniores ed anche una bella squadra di seconda categoria. Quindi lì ci sono delle persone che si curano di accompagnare sia pure nello sport i nostri giovani e credo che non abbiamo mai fatto questione di colore. Lì, se uno vuole integrarsi anche attraverso lo sport, lo può fare, anche nel migliore dei modi.
Poi c'è la Parrocchia, anche la Parrocchia ha i suoi bei spazi e vengono messi a disposizione per esempio per l'università adulti-anziani. Ci sono tanti altri locali. Durante l'estate li sono gli spazi per fare aggregazione. Durante tutto il mese di luglio si fa attività. Allora mancano proprio tutte queste occasioni di incontro o piuttosto manca l'interesse a questa integrazione o sono mondi che sono ancora lontani. Io credo che possa essere anche questo che non abbiamo ancora creato la cultura dell'integrazione, la voglia di stare assieme, la voglia di fare dei percorsi assieme e non so, forse posso aggiungere ancora qualcos'altro qui: il Regolamento Edilizio Comunale, dicevo prima, visto che parlavo di appartamenti, non è un attimino appiattito sulle richieste di queste famiglie extracomunitarie che hanno la possibilità di utilizzare questi spazi. Noi facciamo più fatica e loro sono, per certi aspetti, favoriti visto che spesso li troviamo così numerosi in questi appartamenti e mi domando anche, a livello di contributi assistenziali, si sente spesso dire che se sei un Montecchiano fatti aiutare da tutti i tuoi. Vale per tutti il discorso oppure no? Diceva prima il Consigliere Galassini che questa è propaganda, è una cosa inaccettabile, io invece credo che sia un voler contrastare il più possibile il rischio di scelte legislative che sono contrarie ad una cittadinanza che deve essere attiva. Cosa vuol dire essere attiva per conto mio? Che ha bisogno dei suoi tempi e che deve essere e per conto mio è anche opportuno che sia di lungo esercizio civico come peraltro, lo sappiamo tutti è successo a tutti i nostri italiani che sono andati all'estero i quali si sono, tra virgolette, dovuti guadagnare il rispetto loro nei territori degli altri. Io vi potrei anche citare un caso ad esempio di un amico mio, un amico del Museo tra l'altro, che ha fatto, ha tentato l'impossibile per avviare una attività in nuova Zelanda, coltivazione di kiwi, dove si fanno addirittura due stagioni, e non ci è mica riuscito sapete, se lo poteva permettere a livello economico, una persona seria, onesta, etc.. Gli hanno frapposto talmente tante condizioni che alla fine ha detto abbandono il campo, resto qui e continuo ad operare qui. Questa Mozione, per conto mio non è assolutamente fuori luogo, non è assolutamente propagandistica ed inaccettabile."-

MEGGIOLARO CLAUDIO (Lega Nord-Liga Veneta):-
"In realtà, l'interrogativo che io voglio porre è: che cosa significa essere cittadini italiani? E' su questo che dobbiamo riflettere. Significa semplicemente lavorare e risiedere in Italia per un tot di anni che siano cinque, che siano dieci, che siano quindici? Proviamo a guardare la realtà dei fatti. La realtà dei fatti è davanti ai nostri occhi. Ci sono Comunità intere di diverse nazionalità che risiedono e lavorano in Italia ma vivono in un pieno e totale isolamento, per una precisa scelta e per una loro volontà. Io posso citarvi due casi: il caso delle comunità cinesi, compatte ed impermeabili, talmente impermeabili e compatte che non sappiamo neanche se e quanti muoiono perchè in realtà non si è in grado di sapere neanche quanti cinesi muoiono in Italia. Gira ormai come una leggenda il fatto che ci sia una automatica sostituzione tra morti e vivi oppure le comunità arabe. Se la lingua italiana non è usata nemmeno quando è necessario e, per scelta, ci si rifiuta di usarla e si obbliga l'interlocutore ad sforzarsi di decodificare; se non vi è accettazione di qualsiasi forma di integrazione o di iniziativa di integrazione; se la cultura del modo di vivere della nostra gente e della nostra civiltà è considerato indegno, da infedeli, se è considerato inquinante e contaminante fino al punto di sgozzare una figlia che si fa contaminare; se il nostro modo di vivere è da rifiutare completamente in toto e da rifiutare nel vestire, nel comportarsi, nella quotidianità, anche solo del mangiare e del bere, e non c'è nessuna concessione alle nostre tradizioni, alla nostra cultura, alla cultura occidentale in genere. Se anche un crocifisso, un simbolo storico della nostra civiltà rappresenta un problema e fa scattare i meccanismi di rifiuto, è evidente che lavorare e vivere in Italia e cittadinanza italiana non possono diventare un automatismo, che non è una questione solo di tempo e che le modalità per essere cittadini italiani devono essere ben altre, svincolate dagli anni di presenza, ben più rigide e selettive del fatto di vivere e lavorare in Italia. Se il sentirsi estranei ed il distinguersi arroccati sulla propria identità è la regola di comportamento di molti stranieri, le proposte e l'idea di questo governo sulla concessione della cittadinanza sono una emerita forzatura, come è una forzatura il via libera di qualche giorno fa al decreto di ricongiungimento Amato per cinque familiari per ogni cittadino straniero. E' una forzatura funzionale solo all'acquisizione di diritti, prima di tutto quello di voto, che farà comodo di certo a questo governo, senza la consapevolezza e la volontà di accettare i doveri e di rispettare le regole e su questo le presenze nelle nostre carceri, prima che i fatti di cronaca parlano chiaro. Caro Galassini io non sono d'accordo, non sono d'accordo che cittadinanza e voto significhino in automatico partecipazione ed integrazione. Non è vero, questo teorema non sta in piedi, i prossimi lo dimostreranno."-

IGEA ROMEO (Vivi Montecchio):- "Personalmente rilevo una profonda ipocrisia nel discorso che ci è stato letto dalla maggioranza. Ieri ho partecipato ad una Commissione. La Commissione Cultura. All'Ordine del Giorno c'era la situazione scolastica. Abbiamo analizzato le percentuali dei bambini extracomunitari presenti nelle nostre scuole ed un Consigliere ha denunciato il malessere della propria figlia, costretta a vivere accanto a bambini extracomunitari che puzzano, ritardano l'apprendimento di tutta la classe perchè non capiscono e tutti i programmi vengono ritardati, auspicando un intervento, un qualcosa anche nei confronti dell'Assessore affinchè possa migliorare tale situazione, addirittura dichiarandosi contrario alle scuole private, pur dicendosi disponibile a portare via il proprio figlio."-

MENEGHINI( Vivi Montecchio):-
"Questa non è assolutamente propaganda e voglio ribadirlo anche al Consigliere Galassini che ha parlato a nome di tutta la maggioranza, ma stiamo portando il disagio anche della nostra gente, dei nostri cittadini. Lo ha appena detto il Consigliere Sig.ra Igea Romeo, oggi nelle scuole non si va avanti con i programmi. I programmi sono fermi in molte classi. La gente non vuole portarli lì perchè sono pieni di extracomunitari. Noi non vogliamo cacciarli questi, attenzione, dobbiamo dare gli strumenti per integrarli. E gli strumenti per integrarli non è dire venite qui e dopo 5 anni siete cittadini italiani è perchè dopo 5 anni questi non conoscono la lingua. La inviterei a venire in ospedale, in pronto soccorso, negli ambulatori. Non si capisce niente di quello che dicono, hanno tesserini di un altro, se li scambiano. Addirittura è successo, abbiamo avuto test di gravidanza positivi su uomini. Ci sono persone che si presentano con tesserini di altre persone che dovrebbero avere una gravidanza, non si sa più se la gravidanza è di una o dell'altra. Ad un certo punto dobbiamo cominciare a mettere ordine, dopo cinque anni questi qua (Registrazione disturbata)."-

VALERIO (Presidente del Consiglio Comunale):- "Scusi Meneghini non si registra purtroppo."-

MENEGHINI (Vivi Montecchio):- Oggi non volete farmi parlare. Ma non volete farmi parlare, come mai non funziona? Non si arrabbi è una battuta Sig. Sindaco, ha una bella signora vicino anche! Cosa c'è? Ma dai abbiamo fatto una battuta, non si arrabbi, (registrazione disturbata) ma quali sciocchezze, cosa stiamo dicendo?"-

(registrazione disturbata)

PERIPOLI (Forza Italia): - Qui ci sono persone che stanno lavorando, stanno dicendo il loro punto di vista e Lei non può (registrazione disturbata) è estremamente grave quello che ha detto (registrazione disturbata).-

(registrazione disturbata)

MENEGHINI (Vivi Montecchio):
- Scusate, ma Signor Sindaco se non funziona questo microfono, cosa facciamo, evitiamo (registrazione disturbata) non si sente (registrazione disturbata)"-

PERIPOLI (Forza Italia):
- Non c'è un milione per mettere a posto questa cosa? Sono da sette anni che continua questa situazione (registrazione disturbata) non si sente bene (registrazione disturbata)"-

VALERIO (Presidente del Consiglio Comunale):- "Dai"-

MENEGHINI (Vivi Montecchio):-"Guardate che siamo in Consiglio Comunale"-

SCALABRIN (Sindaco):- "Battute (registrazione disturbata) se vuole venire qui."-

VALERIO (Presidente del Consiglio Comunale):- "Funziona? Prova".-

SCALABRIN (Sindaco):-
"Queste sono sciocchezze".-

VALERIO (Presidente del Consiglio Comunale):
- "Meneghini, concluda, voleva finire il suo intervento? Qualcuno altro vuole intervenire?"-

SCALABRIN (Sindaco):- "No funziona anche il mio."-

VALERIO (Presidente del Consiglio Comunale):- "Se non ci sono altri interventi pongo in votazione la mozione."-

Non essendovi altri interventi IL PRESIDENTE pone quindi in votazione per alzata di mano la presente mozione:

Presenti: 15; Astenuti: 1 (Sindaco: Scalabrin); Contrari 9 (Democratici di Sinistra: Valerio, Brocco, Romeo Domenico; La Margherita: Bomitali, Meggiolaro Sergio, Fabbian; Cittadini Attivi: Cortivo; Rifondazione Comunista:,Finato; Federazione dei Verdi: Galassini); Favorevoli:5. (Forza Italia: Peripoli; Vivi Montecchio: Meneghini, Igea Romeo; Lega Nord-Liga Veneta: Meggiolaro Claudio; Montecchio Città: Beschin.).

proclamando l'esito della votazione. Pertanto,

VISTA la proposta;
VISTI i pareri espressi ai sensi dell'art. 49 del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267, ed inseriti in calce;
VISTO l'esito della votazione ;
AI SENSI dell' art. 42 del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267;

IL CONSIGLIO COMUNALE

in conseguenza di tutto quanto sopra,

D E L I B E R A

Di non approvare la presente Mozione.



"Aggiornato il 02 mag 2008" | civicasanmarco@hotmail.com

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