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ANZIANI


Questa giunta si contraddistingue per la mancanza di volontà nel risolvere i problemi reali del paese, ma questo assume toni drammatici quando questi problemi investono le persone più deboli della nostra società: gli anziani non autosufficienti.
Il 29/11/04 delibera n.112, veniva approvata in consiglio comunale una mozione riguardante la "Costituzione di uno sportello anziani e creazione di un fondo comunale per la non autosufficienza", a cui si aggiungeva un terzo punto proposto dal consigliere Galassini che impegnava la giunta a mettere in atto tariffe agevolate per anziani soli, la delibera veniva votata da tutti i consiglieri, sia maggioranza che minoranza, per l'importanza del tema trattato.
A distanza di un anno nulla è stato fatto:
- Lo sportello non esiste
- Il fondo non esiste
- Le tariffe agevolate non esistono.
Il tasso di invecchiamento nella zona tra Montecchio e Valdagno è il più alto della provincia, le famiglie sempre più in difficoltà quando l'anziano resta a casa, la retta giornaliera di una casa di riposo è mediamente di 90 euro al giorno questo noi lo avevamo segnalato circa un anno fà, in questi giorni la Spi Cgil sta raccogliendo le firme per un fondo per la non autosufficienza, questa giunta ha avuto un anno per applicare la delibera invece cosa ha fatto:
Estate Sicura: su circa 2500 persone con più di 70 anni, 14 chiamate, lo 0,25% della fascia di popolazione interessata, questi numeri ben dimostrano che qualcosa non ha funzionato.
L'assessore si giustifica dicendo che fa prevenzione, vedi progetto salute, noi diciamo che la prevenzione è importante ma il malato molto di più e per il malato non si sta facendo niente che non sia l'istituzionale quale:
L'assistenza domiciliare male funzionante (come riportato in molti consigli comunali anche da parte della maggioranza) anche se l'ASL n. 5 il 7 Novembre,durante il dibattito in consiglio comunale, ha promesso nuovi protocolli di intervento.
Si usano i finanziamenti dalla regione per legge 28, alzaimer, badanti ecc.., ma il vincolo del reddito permette solo ad 80 famiglie di accedere ai contributi.
E' arrivata una nuova assistente sociale come promesso l'anno scorso questo è l'unico segnale positivo.
Che fine ha fatto il numero verde proposto dall'assessore durante il dibattito della mozione?

  • C'è bisogno dello sportello anziani: bisogna mettere in rete tutti i servizi che riguardano gli anziani magari attraverso un numero verde, le famiglie hanno bisogno di risposte qualificate. Bisogna inserire in rete anche la prenotazione delle visite specialistiche in accordo con i medici di base.
  • Le tariffe agevolate per gli anziani vista la difficoltà di vivere con la pensione sociale diventano urgenti, ci sono state proposte di associazioni di categoria perchè non si è fatto nulla?
  • Il fondo per la non autosufficienza diventa impellente per dare sollievo alle famiglie, non giustificate tutto con la mancanza di soldi, è una scusante che non regge. Noi proponiamo una soluzione, dati bilancio 2003 ma in linea con il 2004: Il comune di Montecchio Maggiore spende circa € 170.000 per l'onere di rette di ricovero di anziani in casa di riposo, ma ha introiti per quasi € 110.000 relativi a riscossione pensioni degli stessi ricoverati ( cifra poco conosciuta ) perchè non usare questi soldi degli anziani per il fondo della non autosufficienza?.

Non siamo noi gli amministratori e il suggerimento precedente vuol essere un contributo, ma siamo sicuramente stanchi delle vostre votazioni e dei vostri buoni propositi che poi non vengano realizzati.
Il lavoro da fare è notevole ma avete accettato l'impegno di farlo e godete anche dei benefici economici per farlo, quindi fatelo e possibilmente in maniera seria!!!!

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE PILATI


Tratta dal Giornale di Vicenza 23/11/05
articolo di Arianna Guderzo

"Questa giunta si contraddistingue per la mancanza di volontà nel risolvere i problemi reali del paese, che assume toni drammatici quando questi investono le persone più deboli della nostra società: gli anziani non autosufficienti". L'accusa arriva dalla Lista Civica San Marco di Montecchio, che, richiamando la mozione sulla costituzione di uno sportello anziani e la creazione di un fondo comunale per la non autosufficienza proposta un anno fa al consiglio dai consiglieri della Lega Nord e approvata all'unanimità, osserva come, a distanza di un anno, nulla di tutto questo sia ancora stato attuato.
"Il tasso di invecchiamento sul territorio compreso tra Montecchio e Valdagno è tra i più alti della Provincia - sottolinea il referente della civica Livio Merlo - e le famiglie si trovano sempre più in difficoltà quando l'anziano rimane in casa: la retta media giornaliera in una casa di riposo è di 90 euro al giorno, insostenibile con la sola pensione. Questa amministrazione si è limitata ad alcuni interventi, quali il progetto di prevenzione alla salute ed Estate Sicura: per quest'ultimo, in particolare, i dati (appena 14 chiamate sui 2500 ultrasettantenni residenti sul territorio) dimostrano come qualcosa non abbia funzionato".
Con la mozione era stato approvato dal consiglio anche un terzo punto, proposto dal consigliere di maggioranza Giuseppe Galassini, con il quale la giunta si impegnava a mettere in atto tariffe agevolate per gli anziani soli. "C'è bisogno urgente dello sportello anziani - continua Merlo - che consiste nella messa in rete di tutti i servizi, nonché delle visite specialistiche in accordo con i medici di base, e di un numero verde utilizzabile dagli anziani e dai familiari per ottenere risposte qualificate in tempi brevi. Se organizzato con le specifiche competenze lo sportello anziani serve, così come il fondo per la non autosufficienza: i dati del 2003, peraltro in linea con il 2004, indicano in 170mila euro l'onere sostenuto dal comune di Montecchio per le rette di ricovero di anziani in casa di riposo: ma esiste anche una seconda voce, troppo poco divulgata, relativa agli introiti derivanti dagli stessi ricoverati, pari a 110mila euro. Una somma che potrebbe essere utilizzata per la costituzione del fondo per la non autosufficienza".
"Abbiamo scelto di fare una sorta di sportello anziani nella sede del Comune, raddoppiando il personale incaricato dell'assistenza sociale - replica il vicesindaco Agostino Pilati - C'è un'assistente sociale che si occupa della famiglia e dei minori, e un'altra riservata alla sola area degli anziani. Per quanto riguarda il fondo per la non autosufficienza, esso esiste, ma va sottolineato che le principali richieste da questo punto di vista non arrivano dagli anziani, bensì dalla famiglie con minori".
Viene comunque riconfermata, dalle file della stessa maggioranza, l'urgenza di provvedere all'istituzione di tariffe agevolate per alcune categorie della popolazione: "Anche se l'ente locale può intervenire solo su Rsu e Ici, occorre ampliare la fascia già esistente di applicabilità delle tariffe agevolate - insiste Galassini - ricorrendo ad opportune convenzioni con le società che gestiscono altri servizi, quali gas, luce ed acqua. Sul fondo per la non autosufficienza, ritengo non sia sufficiente e utile per il Comune la mera erogazione di un contributo: la persona che si trova in una situazione di crisi nella gestione del bilancio familiare ha bisogno di uno sgravio protratto nel tempo, la cui percentuale potrà essere diversa per le singole situazioni, ma che metta la persona o la famiglia toccata dalla difficoltà nelle condizioni di poter far fronte e risolvere il problema".

Cgil difende Scalabrin "È il governo a tagliare"


Tratto dal giornale di vicenza 24/11/05

(e. mar.) Arriva secca la replica alle parole di Livio Merlo, esponente della lista civica San Marco, che ieri aveva dichiarato al nostro giornale come "l'attuale giunta si contraddistingua per la mancanza di volontà nel risolvere i problemi dei più deboli, a partire dagli anziani non autosufficienti".
Maurizio Ferron, segretario della Cgil dell'ovest vicentino ribatte, lanciando la palla proprio a Merlo: "Sono dichiarazioni schizzofreniche di chi a livello locale dice delle cose e a livello regionale o nazionale ne predica altre. Merlo che ha sostenuto un candidato di centro destra, dimentica che il Polo sta votando una Finanziaria che prevede il taglio del 10% delle risorse destinate agli enti locali e che ha dimezzato i finanziamenti del fondo sociale destinato proprio agli anziani.
I tagli che partono da Roma inevitabilmente si riflettono sui conti dei comuni che non possono più reggere i costi del sociale. Consiglierei dunque a chi attacca le amministrazioni locali, di spingere il governo centrale perchè le politiche nazionali su sanità e sociale cambino impostazione e invito Merlo a mobilitarsi con noi domani in occasione dello sciopero generale contro questa Finanziaria che blocca l'iniziativa dei comuni e penalizza i più deboli".
E il segretario della Cgil, ritorna sulla questione della sicurezza in vallata. "La stessa schizzofrenia la leggo nelle parole del consigliere regionale leghista Ciambetti che chiedeva maggiore viglilanza da parte dei sindaci. Si è forse dimenticato che questo governo ha ridotto le risorse dei magistrati e delle forze dell'ordine?"

LA RISPOSTA DEL SEN. PAOLO FRANCO ALLA LETTERA DELLA CGIL

Nella nostra provincia sta dando fiato alle trombe una sinistra demagogica, contraddittoria e inconcludente. Non passa giorno che si levino stridule grida di dolore o sui tagli alla spesa pubblica o sul servizio sanitario o sulle "devastazioni" della riforma costituzionale. Addirittura alle legittime prese di posizione di un gruppo consigliare di Montecchio Maggiore (Civica San Marco) rispondono (pensa un po') i rappresentanti della CGIL locale, consigliando di guardare ai danni della politica del Governo più che all'amministrazione Scalabrin! Una sinistra sindacal-massimalista che ha smarrito la dimensione delle questioni sul tappeto, che, con la triplice sindacale, ha dichiarato uno sciopero contro la finanziaria ancor prima che questa fosse approvata dal governo. Per non parlare poi della guerra alla sanità veneta, dove sindacati e politici di sinistra non perdono occasione di stracciarsi le vesti, talvolta con onestà d'intenti e proposte serie, ma il più della volte con il solo scopo di denigrare un servizio pubblico sanitario che, pur con le sue contraddizioni, è tra i migliori d'Italia e d'Europa. Tutti insorgono contro i cosiddetti tagli alle spese. Dimenticano speciosamente, però, che il tributo che il Paese deve pagare all'Europa e all'Euro è stato avviato proprio dai governi di centrosinistra e coltivato da Romano Prodi quando era Presidente della Commissione Europea. Ma, quel che è peggio, è che questa sinistra non sa fornire risposte o proposte interessanti, utili da un lato a risolvere le necessità del comparto pubblico, dall'altro quelle delle imprese e dei cittadini. A meno che queste idee non si trovino nelle affermazioni che ho avuto modo di sentire nel corso del dibattito sulla legge finanziaria pronunciate tanto da Epifani, segretario CGIL, quanto da Pezzotta, Segretario CISL: i tagli alla spesa pubblica non s'hanno da fare e per evitarli bisogna trovare i soldi, "da qualche parte i soldi ci sono, bisogna farli saltar fuori". Ecco la grande ed innovativa politica della sinistra: aumentare le tasse! Affermazione naturalmente edulcorata dalla necessità di recuperare l'evasione (siamo tutti d'accordo) ma il principio rimane lo stesso: togliere alle imprese e ai privati cittadini per dare allo Stato centrale, il quale ridistribuirà con misura ed equità. La stessa equità che ha portato il nostro Paese ad avere una delle pressioni fiscali più elevate al mondo e contemporaneamente un debito pubblico tra i più devastanti (mille e cinquecento miliardi di euro) penalizzando proprio le fasce più deboli della popolazione. Allora voglio proporre alla Casa delle libertà vicentina di sbugiardare i profeti di sventura, di intervenire pubblicamente a ricordare il lavoro svolto positivamente in questi anni nei nostri comuni, nella Provincia, nella Regione e in Parlamento. Il consiglio dei Ministri ha approvato infine anche la riforma del TFR, necessaria per garantire le pensioni alle generazioni più giovani. Credo si possa dire che con questa ultima riforma (dopo quella fiscale, del mercato del lavoro, dell'istruzione e dell'università, dell'ordinamento giudiziario, dell'immigrazione, e quella costituzionale e federalista) si sia davvero oramai concluso il programma di governo che ha visto la coalizione vincere le elezioni nel 2001. Ed è in corso la costruzione del programma per il 2006-2011 con le fondamenta per lo sviluppo e la crescita, la famiglia, l'autonomia fiscale. Mi chiedo se la sinistra avrebbe mai approvato una riforma con la riduzione del numero dei parlamentari e una legge finanziaria con una diminuzione dei compensi ai politici. E il programma dell'Unione, qual'è? Più tasse, matrimoni ed adozioni gay? Fuga di fronte al terrorismo islamico? Apertura delle frontiere ai clandestini e chiusura dei centri di accoglienza temporanea? Apriamo un dibattito serio e sapremo distinguere il fumo della propaganda dalla realtà dai fatti.

Sen. Paolo Franco Roma 24.11.05



"Aggiornato il 02 mag 2008" | civicasanmarco@hotmail.com

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